Ms John Soda – No P. or D.

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Sarà che sono tutti una grande famiglia e che gira e rigira sono sempre gli stessi personaggi a dominare la scena indie-electro-glitch-pop (e chi più ne ha più ne metta), sarà che la germania con sintetizzatori e cose simili ci sa davvero fare, sarà che la morr music ha fiuto per band come questa, sarà che “no p or d” è veramente un bel disco e che Micha Acher ha veramente talento.. Stefanie Bohm, fondatrice del progetto Ms Jhon Soda, trova nella costola dei Notwist Micha Acher un degno compagno di avventure che, memore del successo di “Neon Golden”, la accompagna verso una strada pop minimalista e melodica, originale e sintetica. Più melodico dei Lali Puna e più elettronico dei nuovi Notwist, “no p or d”, si trova perfettamente a fare da medio tra questi due gruppi con una voce surreale e delle tastiere che si adattano un pò a tutte le occasioni che gli si presentano davanti durante tutto il disco. Una ricerca della perfezione futurista precisa e minuziosa che tocca un pò tutte le atmosfere possibili, si passa infatti dall aria più soffocante di “Technicolor” a quelle più ritmate e sintetiche di “Misco” e “Go check” che riesce anche a sfiorare momenti più techno, fino ad arrivare a qualcosa di più sbarazzino e divertente come succede per “solid around”. Un viaggio attraverso un mondo fatto di fiori digitali dai colori acidi ma mai fastidiosi per gli occhi, folletti metallici dalle voci ipnotizzanti e cielo industriale (che potrebbe essere benissimo creato dalle note di “by twos”), qualcosa di particolarmente bello e indescrivibile capace di diventare uno dei lavori-manifesto della nuova generazione musicale che sta esplodendo. I Notwist che cantano i The Books in un duetto con Valerie dei Lali Puna, Ms John Soda è tutto questo e forse anche qualcosina di più. Racchiuso in una grafica contemporaneamente futurista e un pò anni ’70 con due robottoni dal viso dei genitori del progetto, “no p or d” è frutto di due menti geniali che hanno impegnato loro stessi per la creazione di un suono contemporanemanete originale e famigliare, da tenere sicuramente d’occhio perchè le capacità ci sono e si sentono. Forse non sarà un lavoro difficile e complicato o delicato come qualcosa degli Stereolab, ma è un disco onesto e divertente dove l’elettronica incontra bassi e chitarre con echi quasi rock, un lavoro che potrebbe essere un buon punto di partenza per chi vuole iniziare a sentire della buona musica elettronica.