Il Garage Ermetico – L'ultimo discorso dell'imperatore / Il triste destino della signora Majakovskij

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Difficile essere prolifici e allo stesso tempo portatori di buone idee, ma i due ragazzi che compongono Il garage ermetico riescono a autoprodursi due album nel giro del 2006 belli lunghi e pieni di ottimi spunti e belle canzoni.
‘L’ultimo discorso dell’imperatore’ si muove in acquosi scenari pop elettronici, delicati e convincenti puntando molto anche sulle parti cantate, mentre ne ‘Il triste destino della signora Majakovskij’ l’attenzione si sposta principalmente al suono pur restando nell’elettronica più ammaliante, il quale diventa spesso aguzzo nel colpire l’ascoltatore. Il tratto comune a entrambe le uscite risiede nella cura per i particolari, nella sorprendente purezza dei suoni, che andando lontani possono ricordare i migliori Boards of Canada, restando in Italia i lavori dei genovesi Japanese gum.
Le parti di cantato sono semplici e ovattate, buon accompagnamento per le canzoni, mai troppo intrusive, come nella malinconica “Moloch” (brano dal retrogusto che ricorda piacevolmente i migliori Air), nel testo strambo di “…le macchine mangiamaestre”, dove anche un brusio diventa nota, oppure nella bellissima “Stelle cromate pt.2”.
Allo stesso modo sono numerosi i validi episodi strumentali, dalla cullante “Al mio bel palombaro”, passando per “Se mi ricredo” tra rumori e suoni 8bit, fino agli arpeggi di “Lettera di Eliseo agli orsi”.
Due autoproduzioni veramente piacevoli da ascoltare, l’elettronica vicina alla ambient de Il garage Ermetico promette molto bene per il futuro, particolarmente per la capacità di questo duo di sfruttare al meglio i suoni unendoli in composizioni spesso molto interessanti.

http://www.myspace.com/ilgarageermetico