Overmood – Sorry For The Setbacks

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I piemontesi Overmood si uniscono alla folta schiera dei guppi che in questi anni ha affollato il panorama indie rock nostrano ma con una spiccata sensibilità internazionale.. Capaci di miscelare forti influenze alla Pixies (e in generale al rock di matrice statunitense) con una vena inglese intrigante di estrazione Placebo, un suono a tratti lo-fi e caratterizzato da samples e inserti electro, confezionano undici tracce niente male, sebbene non completamente esaltanti. Winning guitars, Flame-red lawn sono pezzi di buona fattura, divertenti, veloci e scanzonati. Più interessanti altri episodi: infatti quando il gruppo affronta la scrittura rallentando il ritmo e sganciandosi da una forma nevrotico/chitarristica, così da sfruttare a pieno le doti di un senso ritmico eccellente rispetto alle parti più veloci, il risultato è notevole, e pezzi come The mockery, Grain of hope e Rubber lo evidenziano. Se gli Overmood si dedicassero completamente al pop, infarcendo ancora di più le loro canzoni di aggeggini elettronici, rumorini, samples, synth e suoni vari (alcune parti di batteria elettronica sono strepitose, vedasi in Odds&ends e Palely che personalmente sono i pezzi che preferisco) si arriverebbe ad un grandissimo risultato. Ciò senza dimenticare di lavorare molto, anzi moltissimo, sulla voce, che adesso rappresenta l’elemento debole che purtroppo fa sì che il tutto risulti a volte pesante da digerire, e lo si nota maggiormende durante i ritornelli. Alleggerire potrebbe essere la parola d’ordine. Le idee sono tante e buone, la realizzazione meno: per ora ci troviamo davanti solamente ad un esordio onesto.