Le Luci Della Centrale Elettrica – Canzoni da Spiaggia Deturpata

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

Non si è fatto aspettare l’atteso esordio di Le Luci Della Centrale Elettrica: tra blog, webzine (vostro onore, mi dichiaro colpevole) e carta stampata Vasco Brondi da Ferrara è diventato con solo un demo un potenziale profeta di una generazione nonché ennesimo salvatore della musica italiana.
Il fatto importante è che quel demo era molto bello, il disco non da meno. Le canzoni si ripuliscono mantenendo gli stessi contenuti forti, potenti, lancinanti e allo stesso tempo entusiasmanti. Nelle abilissime mani di un mai invasivo Giorgio Canali i brani vengono totalmente rinnovati, cambiano faccia e forma perdendo la ruggine ma guadagnando carisma e leggerezza d’ascolto nonostante la loro ferocia verbale: a parte La gigantesca scritta Coop che a mio parere diventa eccessivamente spezzata pur risultando sempre un buon pezzo, le canzoni del demo si esaltano e rinascono in questa nuova veste, in particolare la conclusiva Nei garage a Milano Nord, splendida nella sua essenziale malinconia. A questi già noti vanno ad aggiungersi brani nuovi di altissimo livello con in testa la bellissima La lotta armata al bar, altre facce dello stesso mondo così distante e così vicino a quello degli ascoltatori.

Vasco Brondi è riuscito ad esaltare con questo suo esordio ufficiale la sua enorme capacità di dimostrare che è ancora possibile incidere del rock cantautorale in italiano senza cadere in facile retoriche e senza ostentazioni di scialbe stranezze. Le ‘Canzoni Da Spiaggia Deturpata’ si ascoltano tutte con interesse e attenzione, con curiosità e trasporto, dalla prima all’ultima.
Non so se realmente diventerà la voce di una generazione, ma di sicuro questo ragazzo sa raccontare bene con la musica le sue storie con un occhio di riguardo a quello che lo circonda, sa collocare se stesso e le sue parole con lucida amarezza nel misterioso paesaggio conosciuto che fa da sfondo ai nostri giorni, ed è già tantissimo.