Parlando dei primi, devo ammettere che la proposta non è delle più dinamiche e l’attenzione va scemando, nonostante il volume più che ragguardevole con il quale le note si diffondono nel locale. Penalizzati in parte da un settaggio dei suoni non certo ottimale (le frequenze basse alternano lunghi momenti di assenza ad involontarie esplosioni…) i Jesus Etc. si dimostrano onesti e concreti, ma assai ingessati. Tra l’acidità della Telecaster e quella della Mustang dei due chitarristi, la monocordia del cantato e la scontatezza dei riffs – un po’ di post-punk e new wave revisited in stile ‘90s – e con l’aggiunta di una batteria tanto compressa quanto ovvia, il loro set si consuma.
Pochi minuti di cambio palco ed eccoci ai titolari della cattedra. Per accogliere il pubblico scelgono Protopapetti, impostando così il mood del concerto; la scaletta rovista nelle tasche di ‘Before And After Dinner’, preferendolo al debut, e sicuramente la scelta è alquanto premiante. Un set serrato, bilanciato (anche nei suoni), che si muove con scioltezza tra le fitte trame ritmiche del gruppo. ‘Before And After Dinner’, dicevamo, quindi pezzi piuttosto brevi e asciutti: difficile non godere nel vederli lì, lussuriosi mentre saturano le valvole e palpano i loro strumenti saziando sia mente che corpo. Ma perché i Rosolina Mar sono così convincenti dal vivo? Credo che l’arcano stia nell’attitudine. Non la classica formazione di math-rock che si atteggia, che esige solo lucidità; nemmeno il power trio garage che ti aspetteresti, tutto frontale e grezzo. Tutte e due le cose, ma
Ebbene, forse mancava un po’ di questa freschezza ad una scena italiana dove in molti cercano la posa ancor prima di trovare un pubblico… e il risultato spesso è che, oltre
Questo il pubblico lo ha capito, una volta tanto, e urla, si muove (come non farlo sulla cover di Fleshdance?), vive i pezzi per quello che sono, già piccoli grandi classici (su tutti Mingozo Di Mongozo e la conclusiva, simbolica, La Basetta Scolpita Nella Roccia). Un inedito ci chiarisce le idee sul futuro del gruppo, votato alla sintesi e all’eccentrica fruibilità attuale. E’ raro trovare un simile entusiasmo ad un concerto strumentale, come lo è sentire la gente che grida alla fine dei pezzi e invoca invasata il bis; eppure i Rosolina Mar riescono in tutto questo sciorinando un lirismo rock viscerale, senza ammiccamenti, e con una smorfia di piacere stampata sul volto…