OK, sono ottimi musicisti.
Morgan ha esplorato una carriera da solista di tutto rispetto, coprendo in pochi anni tutti i campi musicali possibili, dal tributo alla colonna sonora agli album in studio, sino a un poco giustificabile greatest hits. Carnevale suona con i Baustelle portando una solida base a un sound che dal vivo è sempre sembrato scollato e pastoso. Andy si è dedicato alla pittura (e a un tributo alla Rettore, lo sapevate?) e Livio ha tutta la mia stima per esserci cimentato in produzioni originali e complesse, dal progetto Jetlag (disco fantastico) alle collaborazioni con Giorgia (ricordate il sound elettronico che aveva negli ultimi pezzi? c'è il suo zampino).
OK, hanno una botta pazzesca.
Dal vivo non hanno assolutamente perso lo smalto, costruiscono e distruggono tappeti
E' vero anche che Morgan suona “da Dio”, e non mi riferisco solo alla tecnica (anche se per suonare un basso destroso da mancino rovesciando le corde ci vuole) ma anche all'ispirazione e al piglio del musicista, che sa dove fare tappeto e dove lanciarsi in spigolosi riff, mischiando il taping sulle corde a stoppati e sotenuti con ambedue le mani. Insomma, non è certo l'ultimo arrivato, ha creatività ed esperienza da vendere, riuscendo a rovesciare le canzoni da così a così.
La verità è che ai Bluvertigo è mancata solo una cosa, la capacità di stupire, di imporsi con novità al pubblico e di far capire a tutti “siamo tornati dopo 10 anni, e siamo comunque avanti a tutti”.
Invece no, i Bluvertigo hanno suonato ciò che il pubblico si aspettava, e il Pubblico aspettava che i bluvertigo suonassero ciò che da tanto aspettavano.
Come dire: 0 a 0 palla al centro.
Del resto, come canta Morgan “Non è il cosa , ma come lo si fa”.
Foto di Cherry Blossom G1rl