ogni tanto capitano le band che ti piacciono e basta – al di là di quanto tu possa ritenerle fighe. non so neanche cosa dicano davvero i testi e non me ne frega niente. Nella mia testa dicono qualcosa di fondamentale, verissimo e bellissimo.
Ho comprato questo disco ad Amsterdam quest’estate e credevo fosse buono solo per addormentarsi o fumare. Ho scoperto che è meraviglioso anche a colazione. Il resto della giornata ti chiedi perché la giornata stessa faccia così cagare e perché non si configuri in modo da poterlo rimettere su.
Per sei mesi ho fatto partire questo disco dalla cinque prima di addormentarmi – per vedere che effetto mi avrebbe fatto tempo dopo riascoltarlo. Ora che sono alla fase due dell’esperimento, scopro che non mi addormento di botto, ma mi commuovo di botto – quello sì.
Uno dei più grandi autori italiani e fortunatamente abbastanza matto da non poter essere musealizzato.
A diciannove anni lo ascoltai a ripetizione dalla tre alla dodici. L’ho ricomprato per sentirmi anche le altre e dopo un po’ mi son rimesso a skippare le prime due e Breaking The Girl solo ogni tanto. Odio lo special di Under the Bridge.
Mi fa sentire incorporeo. Anzi meglio, mi fa sentire umano nel senso di appartenente alla specie “uomo”, semplicemente. Mi deindividualizza.
Daddy’s gone è un capolavoro. E tutto il disco è la colonna sonora per un college film di Lynch. Che ancora deve fare evidentemente. Tanto Lynch vi legge no?
Un giorno devo fare un disco che suoni come questo. Punto.
Una delle più grandi band del decennio, anche dal vivo. E se mettono su Sprawl 2 io ballo – malissimo – anche se sono a un funerale.
Perché mi ricorda come nessunaltro disco I Soldi Sono Finiti e credo di capire cosa passasse per le loro teste.