Stamp
Non sempre cambiare luogo porta a nuovi “esaltanti location di fantasia”. Con “Hometown” i Canadesi The Rural Alberta Advantage – logo mutuato dalla terra natia – avevano regalato pinte gassate di hype folk underground ad una pletora di assetati di novità, ora con il nuovo “Departing”, il fenomeno si è andato già a sgonfiare, fermo come calato dentro un’ increscioso fermo immagine che grippa nell’andare avanti. Un disco per tempi strani, spontaneo ma semi-controllato che già sembra far rimpiangere i “tempi migliori” che paradossalmente sono appena dietro le spalle; ma sicuramente sarà l’aria nuova e tutta da annusare di Toronto – il loro nuovo head quarter – la causa della staticità creativa.
Altresì anche se, carichi come sempre di quel – tutto sommato – bel fardello d’indie-rock chiazzettato di folkyes stradaiolo galoppante e vizioso, i TRAA di Nils Edenloff ricordano, ripropongono e riciclano quello che già è stato ampliamente usato da Neutral Milk Hotel ieri e Decemberist oggi, torch song e corse su asfalti radiofonici di quel “wild alla canadese” che guarda in tralice – e forse con invidia – quello degli States più sotto; Pitchfork di questa band n’aveva fatto una “circolare sfiziosa” da recapitare ovunque si potessero costruire le basi per una futura mitologia dal basso, ma prima o poi – come del resto carta canta – le fondazioni c’erano ma la crisi – delle mitologie di cantiere – se ne frega in maniera eclatante.
Nell’attesa di ritrovare le buone intuizioni primarie per fare bridge con cose migliori lasciamo i nostri rurali a rimescolare le idee, sperando in una crescita esponenziale e per non ritrovarci ancora qui a disquisire bla bla bla su prodotti sonori “caricati a salve”.