Il Jova aveva già in passato espresso apprezzamenti per i testi di Brondi, in una intervista nella quale si lamentava del fatto che in Italia le radio passano sempre la stessa cosa: “…Fosse per me andrei tutte le sere a sentire Le luci della centrale elettrica o i Tre Allegri Ragazzi Morti. Li adoro. È un paese sbagliato questo se non finiscono nella top ten. In radio non li passano, ma non capiscono. È roba pop, perché non li mettono?” chiosava poco tempo fa su XL di Repubblica. Non ci è voluto un nano-secondo per fargli notare che se è lui a riempire le radio con l’heavy-rotation dell’ultimo singolo, hai voglia a parlare di dare spazio agli altri!
A dire il vero non è la prima volta che il Cherubini mostra questo perverso gusto nel mischiare le cozze con la marmellata: portare i 99 Posse in tour al nord è stata una impresa lodevole, ma dare l’apertura ai CSI lascia un retrogusto un pò amaro…
E’ davvero tosta. Tosta perché Jovanotti ha un pubblico – scusate il gioco di parole – da stadio, cioè immenso ma anche generalista. Tosta perché presentarsi chitarra e voce su un palco enorme vuol dire che devi possedere una buona dose di carisma, o almeno essere un one man show, e Brondi, da vero introverso qual’è, manca di tutte e due le qualità citate. Tosta perché a questo tipo di concerti ci sono anche tante famiglie, e vagli a spiegare a tuo figlio quello che Vasco B. sta urlando. Tosta perchè chi ascolta Jovanotti, probabilmente non vuole sentire parlare di guerre fredde, di deserti libici, di centrali nucleari, di respingimenti in mare, cioè di tutto ciò che Cherubini ignora da molto tempo nei suoi brani. O dobbiamo aspettarci un nuovo LigaJovaPelùBrondi?
Foto di Vasco Brondi by Riccardo Ruspi