Anni quarantuno, professione Righteous babe, al momento giusto ecco Ani. Dopo tre anni di silenzio passati a masticare le sconfitte della società moderna, esausta scoperchia nuovamente il suo calderone colmo di protesta e sentimento, interrogandoci duramente con un secco: “ Which side are you on?” – Titolo dell’omonima canzone di Florence Rece, paladina dei minatori del Kentucky, ricordate la versione di Pete Seeger?.
È tosta la Difranco e questo lo si era capito da tempo, ma mai come in questo difficile passaggio epocale – Con buona pace dei Maya – ho personalemente sentito il bisogno di un disco pregno di contenuti sociali e riflessioni sentimenatli come questo.
“So are we just consumers
or are we citizens
are we gonna make more garbage
or are we gonna make amends”
Per poi ritrovarsi a ripetere all’infinito il refrain, come fosse uno slogan punk. L’ardore politico non accenna a diminuire né in “J” – Dedicata alla Louisiana – né con “Amendments” dal tono femminista e neppure in “Promiscuity” open minded ballad sul tema della bisessualità. “Albacore” invece dilania per malinconica intensità acustica: “Quando sono vicino a te, sono ancora più io”, ed è la vera ciliegina su di un’ottima prova.
Sincera, toccante e determinata Ani Difranco ci regala oggi l’unica colonna sonora possibile per il 2012, un ascolto doveroso per tutti.