Chissà se Evan Dando ci è mai passato, dal Chelsea Hotel di New York: la ‘locanda’ resa immortale da Leonard Cohen che ha è stato tappa obbligata per vite e (talvolta morti) di artisti d’eccezione. Da Bob Dylan a Dylan Thomas, da Patti Smith a Janis Joplin, fino a Sid Vicious e Nancy Spungen, con il finale che conosciamo. A doverla tirare così, ad occhio e croce si direbbe di no: quel tipo di autodistruzione e di eccessi da rockstar non fanno parte del repertorio dei Lemonheads, che pure in questo periodo se la passavano piuttosto bene. Le sessions in questione risalgono infatti al 1993, quando la band aveva appena ultimato le date giapponesi nel tour di It’s a Shame About Ray. Di passaggio in un albergo di Sydney il cantante registra ad un amico le canzoni che sta scrivendo in quel momento: su un walkman finisce, in versione abbozzata, quasi tutta la scaletta di quel che sarà Come on feel the Lemonheads più due canzoni rimaste inedite (And so the Story Goes e Superhero) che nulla aggiungono e nulla tolgono…