Audio: La Sala Santa Cecilia è davvero perfetta per questo tipo di concerti, perché ha un’acustica capace di esaltare le voci profonde, quasi black come è quella del giovane cantautore inglese. Ha raccontato ai giornali d’oltremanica che è stata una tosse convulsa violenta, contratta dopo la nascita, ad avergli regalato questo timbro di voce così particolare. In ogni caso, la performance di tutta la band è stata davvero eccellente. Da sottolineare anche le doti canore delle coriste che hanno supportato e rafforzato i classici di James Morrison.
Setlist: Una capacità di stare sul palco davvero da entertainer navigato, come se avesse alle spalle anni di carriera. Il concerto è un mix di successi vecchi e nuovi, riarrangiati per uno spirito live che li rende meno freddi che su disco. Cosi si alternano le hit nuove come “I Won’t Let You Go” e “Up” con “Say Something Now” e “I’m a man” “All around the world”, in un crescendo musicale che raggiunge il suo culmine con “The awakening”, “ “You give me something” e “Wonderful world”. Nessuna pausa ma solo tanta e buona musica.
Pubblico: Probabilmente l’unico punto dolente della serata. Pubblico poco in sintonia con il concerto, e con l’austerità dell’auditorium. Un entusiasmo caciarone e scomposto, più adatto a concerti negli stadi che ad una struttura così sobria e elegante. Il risultato è probabilmente l’impossibilità e/o l’incapacità di apprezzare fino in fondo il lavoro e la passione dell’artista sul palco. Forse questo è un atteggiamento un po’ snob, ma credo che in pochi paesi avremmo potuto assistere a scene a limite dell’isteria in un teatro, o in un auditorium.
Conclusioni: E’ difficile dire qualcosa di strutturale per questo artista. Bravo e basta. Se a 23 anni si è così bravi si corre solo il rischio di sprofondare nel magma mediatico e caciarone di questa epoca. Ma Morrison ha talento da vendere e deve pensare solo a crescere perché le potenzialità ci sono. La difficoltà sarà nel mantenere un atteggiamento disincantato verso un mestiere che regala la gloria ma anche la responsabilità di non ripetersi mai.