Audio: Buono anche se con alcuni istanti iniziali nei quali si subiva l’impatto di una eccessiva ridondanza di suoni su una voce che invece giungeva al pubblico leggermente confusa.
Setlist: Sul palco si lascia ampio spazio alle nuove creature di Quintale. Il palcoscenico si intinge così delle ritmiche purpuree di Sangue e muta sulle derive di Coleotteri, inseguendo Mari Lontani e attraversando le pieghe sonore di Fessura, Enigma, Paolo il Tarlo, Dio Del Suolo. Non c’è purtroppo il tempo per il bis perché bisogna lasciare il palco all’elettronica di Holy Other.
Momento migliore: Sarà stata anche l’uscita del bellissimo video a “farci fessi”, ma l’esibizione di Fessura ha dato i suoi buoni frutti, senza sicuramente tralasciare il trasporto, la compattezza e la pienezza dell’intero live.
Pubblico: Un piccolo esercito di fan che era lì a seguire il live con un entusiasmo tale da far rimanere delusi alcuni sul tempo, relativamente breve, trascorso sul palco.
Conclusioni: Un live dei Bachi da Pietra è l’ideale e perfetta celebrazione del loro modo di fare musica e di tutte quelle sensazioni che Quintale stesso contiene, è la manifestazione profonda di un’idea che scava come pietra le emozioni più recondite delle esistenze di ognuno, vivendole e assaporandole quasi ad occhi chiusi.