Meno formale rispetto alla S.Cecilia, la Petrassi resta comunque uno dei luoghi istituzionali della musica a Roma e fa parte dell’Auditorium Parco della Musica, il regno della perfezione acustica.
La modularità del legno ai soffitti e alle pareti sono nient’altro che giochi d’arredamento studiati nel dettaglio per far esaltare al massimo la purezza dei suoni – ed è in questa cornice così raccolta che si lascia spazio al jazz sperimentale del musicista siciliano, accompagnato sul palco da altri 5 elementi.
Suoni ruvidi e giochi di improvvisazioni nei quali si apprezza la fluidità dell’insieme.
Setlist: Sono stati eseguiti live i pezzi del disco Blaccahenze, uscito nel 2012 ed attualmente secondo lavoro di Roy Paci con la formazione dei Corleone.
Momento migliore: Nell’insieme è stato un sali scendi emozionale, che ha lasciato piena espressione durante l’intero concerto a tutti i musicisti.
Da notare l’intesa, il divertimento di ognuno nel condividere un palco e portare in scena brani contaminati da diverse tendenze sonore.
Può non colpire chiunque, sicuramente fa breccia in quella fetta di appassionati di jazz che aprono gli orizzonti a parole chiave quali “sperimentazionie”, che sembra essere la spina dorsale di questo intero lavoro.
Eppure la sala era quasi piena e il pubblico entusiasta non è definibile in una fascia d’età omogenea.
Locura: Belli i siparietti fra Roy Paci e i due sassofonisti, musicisti di grande talento che hanno reso frizzante la scena rendendo il palco meno statico.
Il tour con i Corleone è appena iniziato e toccherà ancora diverse città italiane prima di dedicarsi a dei Festival all’estero.
Il consiglio è di non perdere quest’occasione per assaporare e approfondire uno stile che lascerà a bocca aperta per il meltin’pot di suoni fusi alla perfezione in un caos sonoro che non sembra potersi incanalare nelle più tradizionali e comuni catalogazioni.