Già con la crisi di idee che c’è in giro non c’è da ridere, ma ispirarsi troppo a qualcuno si rischia di diventarne il tributo, d’altra parte è pure peggio farsi produrre il proprio album da un’altra band, è capace che ne diventiate il proprio mini-me.
Settembre, muovete il culo, è tempo di migrare. Mentre il mercato sta ancora scaldando i motori per le uscite discografiche d’inverno e progetta i famigerati album per le feste stile “Vasco canta le più belle canzoni di Natale”, mentre la televisione riassesta il palinsesto e realizziamo che la Tatangelo sta ad X-factor esclusivamente come gancio per il pubblico dei napoletani neomelodici, nell’underground italiano non si muove una foglia a livello di idee. Questa volta mi è presa la sbronza triste, il giro di ascolti mi ha un pò buttato giù, ora vi spiego il perchè.
Capiamoci, le canzoni funzionano (This Co. Music e Crash i migliori brani) ed il disco è fatto bene e la band suona per davvero – anche se mancano 1) i soldi che servono a 2) pagare un produttore come Gil Norton per lavorare bene le chitarre, come album è un pò carente nella produzione dei suoni, azzeccati ma con poco spessore – ma la mia domanda è perchè, con tutte le buone intenzioni, perchè fare un disco così, così aderente allo stile di una band famosa da risultare praticamente un tributo. Chi mai (in Italia o all’estero) dovrebbe preferire i Maniacs agli originali? Ci hanno già provato The Styles oltretutto, che si facevano pure le foto con i Foos, quelli veri, e scrivevano sul sito che ricevevano apprezzamenti da Grohl stesso, dicevano che il rock non si canta in italiano e poi sono finiti a cantare “io sono newrante”. Ecco, questo è quello che succede alle band che sognano di essere…un’altra band. Il fatto è che questi milanesi non sono affatto malvagi e non sto qua a dire nè di lasciar perdere o di fare qualcos’altro, l’unica cosa che posso dire è: prendete queste canzoni, prendetevi il tempo che serve e fatele in italiano, contestualizzatele all’ambiente in cui vivete e farete la differenza dalla altre band.
[Intermezzo] Penso che tutte le band che si definiscono “La risposta italiana a inserire nome” debbano andarsene affanculo.
Mah. Allora ho pensato alle band che si fanno produrre da altre band che li rendono dei loro mini me. Una specie di Sindrome di Stoccolma musicale dove i gruppi prodotti sono ostaggi innamorati dello stile che appartiene ai loro produttori. Parafrasando l’intermezzo, i New Candys sono la risposta italiana a qualcosa che in Italia c’è già. Non mi piace lanciare anatemi, non mi piace istituire dogmi, ma in fondo sono convinto che registrare da altre band non sia una buona idea, che difficilmente un buon artista è anche un buon produttore/fonico. Vuoi che il tuo disco suoni come i Tre Allegri? Non chiedere a Toffolo di farti il disco, vai dal suo produttore, che il primo infonderebbe troppo di sè stesso in qualcosa che a lui non appartiene in quanto pensata, ragionata e composta da altri. Decisamente sono un sostenitore della divisione delle carriere fra artisti e fonici. Comunque l’ep parte con i pezzi migliori (“Surf little surfer” e “Involution”) ma si perde in brani con dinamiche più piatte ed una scrittura poco ficcante per cui alla fine i brani risultano poco efficaci e con poco impatto emotivo.