La sfida è il superamento perchè il mediorcre copia, il genio ruba.
Rischio il vostro giudizio raccontandovi che musica ascolto!”
Lui è un riferimento molto importante per quanto riguarda il mio modo di cantare. E’ “The Voice” , la voce, una voce piena spinta. Spesso lo riascolto, e mi accorgo che suonando sovente in giro, si perdono certi “bei modi”, che andrebbero sempre tenuti sott’occhio.
Il cantautorato italiano è fondamentale. Lo è per la grande ispirazione che infonde. La produzione autoriale degli anni settanta ancora oggi delinea le nuove leve. Per onestà dovrei citare ogni grande autore italiano, ne scelgo quattro, i più significativi per me, quelli che seguo nel quotidiano. De Gregori lo cito per Bufalo Bill, l’album dell’artista che mi ha colpito di più.
Conte è l’ultimo degli autori che ho “conosciuto” ed è quello che, sicuramente, mi ha impressionato maggiormente. Scelgo Tourneè perché racchiude al meglio l’essenza di un artista di enorme caratura.
Un altro dei quattro Big che ho citato perché presenti nella mia vita. Scegliere l’album che più spazia nei miei ascolti è difficile. Il terreno diventa sdrucciolevole. Menziono su tutti La voce del padrone.
La discografia di Fabrizio è immensa. Anche qui la scelta è sempre ardua, ma d’impeto scelgo l’album Canzoni.
Un album al quale sono molto affezionato. Fin dai primi tempi in cui suonavo mi ricordo che si cercava di emulare questi suoni e, probabilmente, col tempo, ci siamo anche avvicinati.
La rappresentazione delle loro sonorità è qui dentro e, Bono, rimane uno degli ultimi frontman viventi.
Li ascolto spesso nel furgone con i Nobraino, difficile dire quali dei due album viene ascoltato di più ma cito l’ultimo ugualmente.
Anche questo album è uno di quelli che ascolto maggiormente in questo periodo. Una scrittura distante dal mio mondo ma sicuramente un fenomeno.
Un esempio di musica fatta a mano! Una musica artigianale che fa il giro del mondo.
Foto di copertina di Giovanni Ciccorelli