Ice Cream
Evitiamo di parlare di King Crimson, Tortoise, Prog, Math rock ,post-past etc… etichette e band di riferimento. Sembra che per capire la musica non si possa semplicemente costruire una frase diretta, magari complessa, con qualche subordinata carina, che non abbia qualche parola da poter leggere subito, tra le righe, e così capire di cosa si parla.
Qui voglio farvi leggere. I Battles al turno del secondo LP sono come un maniaco del cut up cinematografico. Solo che invece di fondere pellicole diverse hanno preso le riprese in 8mm di un ascensore futuristico e rimontate insieme, sfumando solo nella gradazione dei neon, delle persone che ci sono passate. Poi presi dal dileggio ci hanno sovrapposto spezzoni di documentari sulle hawaii.
Apprezzabili le altre collaborazioni per il disco: la presenza di Kazu Makino in Sweetie & Shag (che valorizza un pezzo abbastanza lineare) , Yamantaka Eye che si ritrova a specchiarsi nei quasi 8 minuti del pezzo nei nuovi orizzonti grooveadelici dei nostri.
Strano e forse non del tutto azzeccata la presenza della voce di Gary Numan in My Machines, pezzo tra i più tirati del disco, che stona con l’astrattezza vocale dell’idolo wave.
Nel complesso Glass Drop è un bambino con tanti dna dentro che vivono senza entrare in conflitto espiecitamente. E’ un simbolo del divenire della band nel senso più simbolico e come tale altalena ripetizione autocitazionistica e invettiva creativa.