To make you feel better
Piccole comete tenerissime stanno per attraversare lo sconfinato cielo dell’underground internazionale. Avvistati e messi sotto contratto da Bella Union, gli irlandesi Cashier N.9 sono l’anima di un debutto, “To the death of fun”, che suona friabile, maturo e convincente, una sempreverde “rilettura personalizzata” languida e trasognata dei classici trip sixsteen che ondulavano tra la Frisco capellona e meditazioni yè-yè; pop, surf, psichedelia, e la sincerità incollata alla carica umana di chi è cresciuto a pane e Byrds, Pavement, Crosby & Nash e tutto il Bignami dell’alternative di una certa parte dei novanta, sono qui in fila per poppeggiare pimpanti e allucinatamente graziosi per quasi una quarantina di minuti di rilassante goduria malinconica.
La giovane band di Belfast crea situazioni sonore che meriterebbero tutte di sciamare ai vertici di palinsesti radiofonici, tanta è l’atmosfera airly che imbastisce con poche ma precise cose, fuori della zuccherosità che si potrebbe pensare ma dentro il cerchio rarefatto di una “discendenza stilistica” da tanto di cappello; chitarre, sonagli, quel peluzzo d’elettronica tanto per mostrarla, voci e controvoci sussurrate e dal sorriso d’estate perenne, coste del Pacifico e cartoline dai Mercury Rev “Goldstar” che salutano come da uno spot dell’Audi, sono le felici chiavi di lettura dell’album, della sua ottima sensibilità “retroattiva”, palestrato di quella gioventù che aggrappata alla tracklist sembra non invecchiare mai
La verde Irlanda ci offre una bella formazione, magnetica e soprattutto limpida, che guida un sogno immarcescente di libertà e che la rende,al primo botto, già ben accetta cantrice dell’impalpabilità pop. Mucho Nice!