Winter Beats
Disco d’esordio per questo duo svedese, nato dalle infinite vie… dell’ipocondria. I due componenti (Maria Lindén e Fredrik Balck) si sono incontrati non come si usava ai vecchi tempi della pre-web storia, ma tramite un forum di consigli medici, pensando di essere entrambi affetti da una rara forma di cancro, cosa fortunatamente – e prevedibilmente, visto il loro “problemino” – rivelatasi falsa. Se l’aneddoto ansiogeno vi fa pensare che la musica di questo duo lo sia altrettanto, bè, siete fuori strada, completamente. Infatti lo stile degli I Break Horses è decisamente etereo e rilassato, chiaramente ispirato alla cosidetta scena shoegaze britannica dei primi anni 90, nonchè alle contigue e variegate aree post-rock, il tutto sorretto dalla voce angelica, ma non troppo, di Maria Lindén. E’ insomma uno di quei casi in cui l’artista riesce a trovare una valvola di sfogo per le proprie paure e frustrazioni, dando loro una forma completamente diversa: casi che la maggior parte delle volte, danno luogo a ottimi risultati.
Il tocco di novità lo si trova nell’impianto ritmico dei pezzi, che spaziano da alcune escursioni nella new wave in Pulse, al breakbeat di Load your eyes, fino a ritmi più ossessivi della già citata Wired, passando per pezzi invece quasi aritmici come Cancer, tutta giocata su un crescendo corale di strumenti.
Nonostante alcune ruffianerie ad uso e consumo degli amanti del genere l’album funziona, e ha quel tocco personale tanto quanto basta per resistere al susseguirsi degli ascolti, anche se c’è da dire che le atmosfere e i suoni proposti suonano un po’ stantii nell’anno di grazia 2011, in cui band e rispettivi cloni saltano fuori come funghi e sono accessibili come il pane e scene musicali nascono e muoiono (o per meglio dire, passan di moda) nel giro di un paio d’anni. Un buon esordio, certamente però non il migliore dell’anno come i professionisti dell’hype si sono già affrettati ad etichettare: c’è trippa per un succulento disco di seguito, vedremo a tempo debito se sarà così o se ci troveremo di fronte all’ennesima bolla di sapone…