Audio: Ad un metro dalla batteria non ho potuto che apprezzare i ritmi della band. Li definiscono “alternative indie pop”, ma provo a semplificare (che ste descrizioni tecniche non le capisco mai del tutto): prendete un Neon Golden dei Notwist, spostatelo dalla notte al giorno, dategli un pizzico di dolcezza e di ingenuità in più, e ascoltate seguendo in ritmo con la testa, in avanti e indietro. Ecco, di tutto ciò hanno saputo sicuramente tirar fuori il suono migliore, soprattutto per le parti elettroniche e ritmiche, davvero notevoli.
Setlist: Una setlist onesta, fedele al disco (leggi la recensione), senza sperticarsi in alcuna cover o sperimentazione. Poco meno di un’ora, con ritmo costante. Ancora i ragazzi devono acquisire personalità sul palco, ma se chiudono gli occhi e si lasciano andare tirano fuori pezzi di bravura. Ho un debole per i bassi di Fitzpleasure, ma tante altre cose non sfigurano affatto (Breezeblocks, Matilda, il ritmo sincopato di Tessellate).
Conclusioni: Si esce dal concerto degli Alt J con la netta sensazione di aver visto qualcosa di nuovo, e con molte potenzialità per il futuro. Servono “solo” esperienza e consapevolezza nei propri mezzi e nella propria fantasia, che sono già davvero grandi.