Audio: buono e capace di rendere bene le imponenze ritmiche del sound degli Ufomammut, nonostante qualche sbavatura sugli effetti vocali che in alcuni istanti risultavano poco percepibili e sovrastati dal resto.
Setlist: è la maestosità di Oro (Opus Primum e Opus Alter) a costruire le vertigini sonore della serata nella quadratura di un “cerchio di luce” che parte con le “chimere” di Empireum, procede con Aureum, Infearnatural, le malie di Magickon, Mindomine, Oroborus, Luxon, Sulphurdew e si conclude con i sortilegi acustici di Sublime e Deityrant.
Pubblico: un pubblico abbastanza numeroso che si divide tra chi assiste alla liturgia celebrata dalla band immerso in una trance silenziosa e chi ha voglia di muoversi, spingere e lasciarsi trasportare con energia e vigore dalla musica degli Ufomammut.
Locura: Il pogo selvaggio e un signore delle prime file che cerca di placarlo “con nonchalance” dando un calcio a un ragazzo irrequieto dietro di lui, per poi tornare tranquillamente a vedere lo spettacolo.
Conclusioni: Una band dal forte respiro internazionale, che nel live riesce a sprigionare in modo totalmente coinvolgente quell’energia emanata dall’oro opaco dell’album in studio, rendendolo ancora più splendente. Un miraggio maestoso, un sogno trascendente, la proiezione di un mondo immaginifico che inneggia alla purezza del suono.