C’è da dire però, che osservando il signor Oliveri di oggi dialogare amabilmente con il proprio pubblico, si ha l’impressione di essere al cospetto di un uomo illuminato; scherza con tutti, beve gli shortini mentre canta – forse da copione quello di vodka alla menta prima di “Green Machine” –, fa giri di tequila con chiunque, abbraccia i suoi fan tra un “Fuck” e l’altro – e questa è una di quelle cose che vi state perdendo se preferite sistematicamente il concerto da stadio con sedile riscaldato.
Ma il concerto? Quanto di meglio in circolazione. La musica proposta dai Mondo Generator attraversa un pezzo di storia del rock, penso di avervene già parlato esaustivamente, ed Oliveri ci tiene tantissimo nel riproporne le sue (di Nick) fasi salienti in un’unica nottata. La vita musicale del nostro viene così raccontata senza fronzoli, passando abilmente dai brani dei Kyuss, ai Punk Rock Anthems “All System Go“, “Lie Detector“, “I Never Sleep” incisi con i Mondo Generator, verso i ben più famosi singoli a firma Queens Of The Stone Age – sul palco anche con l’ottimo gruppo spalla (Mr. Bison) per “Love Song” da Songs From The Deaf. Inutile dire che il picco è stato raggiunto dalla conclusiva “You Think I Ain’t Worth A Dollar, But I Feel Like A Millionaire“, ma questo era piuttosto scontato.
I Mondo Generator stupiscono dunque per presenza scenica e qualità d’esecuzione. Nick Oliveri non perde l’occasione per dimostrarci che oltre al basso, c’è di più. Selvaggi e bellissimi.