Il suo ultimo lavoro, scritto con Stefano Edda, “Semper Biot” si trova fra i finalsiti del Premio Tenco, come opera prima. Entriamo quindi nella sua personalissima soundrack per conoscerlo un pò meglio.
“Scrivo il nome di alcuni lavori, che nella vita si sono fermati in me. Da quando ero un bambino ad ora. La maggior parte del tempo, la passo ad ascoltare la musica che scrivo e le canzoni che appartengono ai progetti in cui io, sono. Mi capita di ascoltare unicamente la stessa canzone, anche per una settimana intera. Prima di registrare “semper biot” , ho ascoltato per mesi quelle canzoni, ancora in forma embrionale. Quando vado a dormire, riesco solo ad ascoltare musica classica. Ogni tanto qualche artista entra in me e occupa uno spazio per un po’ di tempo. Allora ascolto le sue canzoni. Qualcuna rimane, a vita.”
1 –The Cure – Kiss me kiss me kiss me
Scelgo questo, che è un disco controverso.
Secondo me un capolavoro.
Una varietà espressiva gigantesca.
Quando era uscito, ho rubato la doppia musicassetta alla standa.
Ricordo che dentro c’erano anche i testi. Bellissimi.
The Snakepit, che canzone incredibile.
Ascoltare “Reign blood” è come essere davanti alla perfezione.
Un album perfetto di canzoni perfette.
Tutto giusto.
I voivod per me sono stati fonte infinita di ispirazione.
Una grande visione.
Dimension hatross è un varco.
A torino erano i migliori. Credo tra i più grandi in Europa, all’epoca.
P.F.S. è un disco da ascoltare.
Ora si sono riuniti.
Questo disco è un capolavoro.
Loro sono il progetto che in italia, apprezzo di più in assoluto.
Attorno a questo lavoro, coagulati, ho molti ricordi di un periodo di isolamento.
Canzoni bellissime.
Ci sono alcuni aspetti d’ombra che riconosco come miei riflessi.
Tutti i suoi pochi dischi sono dei regali.
Di angelo che soffia.
Degli Einsturzende segnalo “Tabula rasa” come potrei fare con gli altri loro lavori. Sono stati una compagnia per la vita.
Questa ragazzina ha tirato fuori “Lovetune For Vacuum”.
Vorrei fosse mia figlia.
Difficile per me scegliere un disco, tra i suoi.
Non sbaglia un colpo ed è perennemente ispirata.
Vorrei averla chiusa nella mia stanza per 2 mesi.
Quindi “White chalk”, lo estraggo a sorte.