Amilcare Magnalaquila, impresario dei due, arriverà tardi e non li potrà seguire: è bloccato nel gabinetto di Alemanno.
E poi Samantha e Vanessa, nouvelle groupies che si offrono a Pino e Daniele se solo canteranno live Le cose che abbiamo in comune. Sono queste alcune figure che costellano lo show. Numerosi gli ospiti sul palco.
Oltre ai due cantautori, sono presenti alcuni componenti dell’Orchestra di Piazza Vittorio e Gabriele Lazzarotti, che in questa serata durante l’esecuzione di un brano ha smesso per un attimo le vesti di bassista ed ha suonato il piano.
SET LIST: Il giusto equilibrio fra alcuni brani tratti da S.C.O.T.C.H. e alcuni classici, uniti ai pezzi più noti ed introspettivi della discografia di Pino. L’esibizione si è aperta con Le navi, Io non mi sento italiano e L’acqua e la pazienza.
Un saluto a Niccolò Fabi, l’amico col quale Silvestri ha realizzato Sornione e che è stata cantata in duetto con Pino. Svolta di leggerezza con La paranza e Lo strozzino per giungere a L’autostrada, nel quale si è esaltato il contributo di Ramon José Caraballo (tromba). E ancora L’uomo a pedali di Pino contro L’uomo intero di Daniele, L’alluvione del ’43 e un assaggio mordi e fuggi di Gino e l’alfetta. In chiusura: Manifesto, Salirò e Testardo, brani che hanno rotto definitivamente le barriere del bon ton imposte dall’austerità di un luogo quale l’Auditorium.
LOCURA / MOMENTO MIGLIORE: La spontaneità del romano doc, inconfondibile ed ineguagliabile, si è riversata nelle battute che hanno intervallato i brani. Di particolare rilievo i siparietti comici, che hanno visto il fantomatico Amilcare Magnalaquila chiuso in gabinetto da Alemanno, “uno che in capoccia ‘sta fissato con la neve e che punta tutto sulle Olimpiadi Invernali, tenendo 12 spalaneve nascosti sotto i fori romani”. Anche se le riflessioni più serie ed importanti sono state dedicate a figure ed eventi simbolo che hanno caratterizzato la storia di un’Italia politica che in passato ha sbagliato e trascina ancor oggi ombre e fantasmi mai sconfitti.
Non sono stati eseguiti brani quali Cohiba o Il mio nemico, ma una menzione raccolta, intima ed emozionante è stata dedicata al ricordo che non deve morire di figure quali Peppino Impastato, Falcone e Borsellino. Nonché ad Ustica e le stragi di Piazza Fontana e Piazza Bologna.
CONCLUSIONI: In una Roma che porta in trionfo Daniele Silvestri, è un peccato dover constatare che Pino Marino non è così noto (almeno a casa sua) quanto merita. E con questo, intendo rivolgere un invito all’ascolto poiché personalità simili di cotanto talento e bravura non sono facili da incontrare. Perle di un cantautorato che va assaporato intensamente.