Concerti

Furia, ipnotismo e amore: una serata al Bronson Recordings Festival

Furia, ipnotismo e amore: una serata al Bronson Recordings Festival

Che la Bronson Recordings si stia lentamente consolidando grazie ad uno scouting intelligente votato alla ricerca delle migliori formazioni Rock del territorio (Romagnolo e non) é oramai cosa nota. Da quella corona a sei punte che furono i primi 7″ – su tutti quel “Twin Peaks” a firma Ronin (Ndr) –, all’ultima fatica firmata Micah P, Hinson sono passati nel frattempo sei anni: a riprova del fatto che le cose in casa Bronson si fanno seguendo una logica, e soprattutto un’estetica.

Easy Concertini: King Of The Opera e I Am Oak

Easy Concertini: King Of The Opera e I Am Oak

Tuxedomoon, Joan As Policewoman, Transmissions IX: in weekend del genere bisognerebbe avere il dono dell’ubiquità. Di certo non manca il sorriso mentre scegli cosa andare a vedere: la musica non è affatto morta e chi vuol suonare trova sempre un posto dove farlo. Che sia un club o una casa, o un piccolo locale cittadino. Nella nicchia che fa meno clamore dei nomi sopracitati il fine settimana ci ha regalato due concertini minuscoli e rassicuranti, che a volte si ha bisogno anche di questo, di arrivare per caso in un luogo e stare bene.

Giardini Di Mirò @Covo, Bologna – 21 Ottobre 2016

Giardini Di Mirò @Covo, Bologna – 21 Ottobre 2016

Folgoranti e impeccabili: I Giardini di Mirò sul palco del Covo hanno tenuto una vera lezione di stile. Gli anni non sembrano passati ma ne sono trascorsi ben 15 dall’uscita di “The rise and fall of academic drifting”, il loro primo disco, quando i sei musicisti di Reggio Emilia spuntavano dal nulla inaugurando all’interno della scena cosiddetta post-rock quel filone che potremmo definire “trama sonora”. Ma le etichette hanno un’utilità limitata: almeno una volta nella vita tutti dovrebbero vedere un concerto dei Giardini di Mirò per capire cosa sono capaci di fare.

Them Bulls + My Home On Trees @Sidro Club / 02-10-2016

Them Bulls + My Home On Trees @Sidro Club / 02-10-2016

Sanno chi sono e vanno dritti all’obbiettivo, scherzano col pubblico, non si prendono troppo sul serio, ma al contempo lanciano sprazzi di qualità eccelsa di stampo Stoner-Rock. La loro, però, è una proposta meno tradizionalista, più variegata nei suoni e nell’approccio; talvolta, come segnalato in sede di recensione avvicinabile a certo Indie dalle chitarre nerborute – i due pezzi di chiusura del disco. Uno dei nomi di genere su cui puntare forte nell’immediato futuro.