Recensioni

Morrissey – World Peace Is None Of Your Business

Morrissey – World Peace Is None Of Your Business

Un album pop come non se ne sentivano da anni. Arrangiamenti ricercati e complessi, talvolta addirittura stranianti, per dodici gemme melodiche a cui sarebbe difficile chiedere di più. Una raccolta di epitaffi da una Spoon River chiamata mondo. Un Canzoniere della Fine. A volte, ascoltando “World peace is none of your business”, si ha davvero l’impressione di sfogliare le pagine di un libro, venendo a conoscenza di fatti, luoghi, e personaggi che fanno parte di un’unica grande storia: La Morte.

Ninos Du Brasil – Novos Misterios

Ninos Du Brasil – Novos Misterios

Riti tribali, esperienza polisensoriale ipnotica, trance. Sepultura, cavalieri degli inferi che trascinano i dannati verso le viscere vive della terra, creature mitologiche che non fanno altro che smembrare e ricomporre esseri danzanti, parti del corpo che si attorcigliano, sensualità e morte.

Smashing Pumpkins – Monuments To An Elegy

Smashing Pumpkins – Monuments To An Elegy

La tragicità del tutto potrebbe far impennare il voto, ma è giusto che la saetta sia una. Nessun eterno ritorno, in questo lento procedere verso il nulla. Solo stanche reiterazioni, che tradiscono il terrore d’invecchiare. Nella sua incapacità d’essere nuovamente bello, un album commovente. Anche il nome dell’etichetta, in memoria della madre di Billy, lo è. Non si tratta dunque di una semplice stroncatura, ma di un fraterno abbraccio alla gloria che fu.

Swans – To Be Kind

Swans – To Be Kind

To Be Kind è un album feroce e brutale con un lirismo fuori dal comune, modellato sul magma granitico e pesante, su suoni eterni che salgono dalle profondità corrosive della terra fino a voler lambire l’infinito e il nulla insieme. È un archetipo denso, un viaggio primordiale e catartico che conduce verso l’oblìo.

Temples – Sun Structures

Temples – Sun Structures

Tutto all’interno di ‘Sun Structures’ mantiene una precisa direzione attitudinale (Un altro omaggio lampante viene sbattuto nella splendida copertina, ricordate gli Who di Who’s Next’), coerente passionalità di matrice Psych-Pop ed una gioiosa ruvidità moderna capace di rendere fruibile il tutto nell’epoca degli smart phone. In compagnia dell’esordio dei Tame Impala e l’omonimo degli Allah-Las, ‘Sun Structures’ rappresenta una delle migliori prove di rilettura di questo nuovo decennio. E anche questa è una triade.

Sun Kil Moon – Benji

Sun Kil Moon – Benji

Dal 1992, sotto varie identità, il cantautore dell’Ohio vedrà tanti ammiratori, tanti detrattori; tanti luoghi di vita, tanti luoghi di morte; tante notti calde ed estive, tante invece fredde, passate all’ombra di un riflettore posizionato in alto, sopra un piccolo palco, di una piccola città che non vede l’ora di piangere ascoltando un grande uomo

The Afghan Whigs – Gentlemen  at 21

The Afghan Whigs – Gentlemen at 21

Una ristampa in definitiva ben fatta e consigliatissima sia per chi questo disco l’ha divorato, come chi scrive, e sia per chi ancora non ha esplorato i solchi di un pezzo importante di storia della musica tanto struggente e catartica. Gentelmen è come una magia seducente e morbosa, è un universo cupo abitato da fantasmi, un mondo reale e veritiero fatto di confusione, disperazione, di amori controversi e storie molteplici tutte da scoprire e comprendere.

Wildbirds & Peacedrums – Rhythm

Wildbirds & Peacedrums – Rhythm

Qui il duo si spinge oltre, affrontando in maniera sciamanica quella linea sottile che separa l’essere presenti in questa realtà dal dissolversi nell’infinito. La sanità mentale dalla malattia – Tematica che da qualche tempo appassiona Andreas Ndr -. Una creatività musicale scorrevole, mai statica, che si dipana fra le pieghe di un Pop intellettuale innestato da triblaismi percussivi e R’n’b. Profondo, riflessivo, abbozza sovente sentori gospel per liturgie ‘profane’, liberando e insegnado ai più come si possa reare grande musica pop, con pochi essenziali elementi.

Einsturzende Neubauten – Lament

Einsturzende Neubauten – Lament

Un capolavoro che consiglio a tutti. Opera totale in cui la musica colta incontra il rock e l’industrial, ma non nel modo roboante che sarebbe lecito attendersi. È un viaggio che spesso sembra condurci sottovoce nei sotterranei di un archivio storico. In opposizione alla furia espressionista, al suo grido di guerra, come direbbe Ladislao Mittner, che pure a tratti esplode, la band ha adottato un pacato rigore, un calcolo millimetrico di ogni sfumatura, in un lento processo mimetico che porta lo stile, gli stili, a farsi tutt’uno con l’oggetto, con i documenti studiati.

Edda – Stavolta come mi ammazzerai?

Edda – Stavolta come mi ammazzerai?

C’è poco da fare. “Stavolta come mi ammazzerai” arriva come un fulmine a ciel sereno, anche se di ciel sereno non v’è parvenza, in quest’ennesima annata italica un po’ sonnacchiosa. Il giusto risarcimento dopo tanti anni di oblio. Intendo il nostro, non quello di Edda.

Wow – AMORE

Wow – AMORE

Fuori dagli schemi del cantautorato indipendente che ascoltiamo quando abbiamo voglia di disagi e speranze generazionali, gli WOW hanno fatto un disco coraggioso, che non ti aspetti, con un titolo bellissimo. AMORE è uscito in vinile e CD in edizione limitata. L’artwork è stato curato dall’artista inglese Karen Costance. Sta cominciando anche il loro nuovo tour, partenza da Pesaro il 30 novembre, e c’è curiosità.

Tv On The Radio – Seeds

Tv On The Radio – Seeds

Nell’ascoltare questo “Seeds” raccogliamo i frutti di una promessa mai mantenuta. Una promessa che probabilmente, tagliato il traguardo del quinto album, andrebbe un attimo ridimensionata.
Detto ciò, il disco non è né abbastanza brutto da beccarsi due saette, né abbastanza bello da accaparrarsene tre. Ma visto che la classe è cristallina, e i pezzi ben fatti non mancano, che Zeus ne scagli tre. Anche l’omino del crash test è d’accordo.

Nadàr Solo – Fame

Nadàr Solo – Fame

La forza di “Fame” sta nella sua semplicità ed immediatezza, nella sua tensione espressiva, nella sua voglia di parlare di tematiche tortuosamente umane, e di farlo in una maniera che non è nè didascalica, né filosofica, ma umilmente matura, consapevole: i Nadàr Solo probabilmente non faranno la storia del rock nostrano, ma sanno scrivere canzoni, e per noi può bastare.