Recensioni

Pyramids – A Northern Meadow

Pyramids – A Northern Meadow

Fondamentalmente non si può dire che con “A northern Meadow” i Pyramids abbiano fatto un grosso passo avanti, ma possiamo certamente sottolineare un consolidamento del proprio suono, accoantonando le atmosfere Post-Rock degli esordi e spingendo più sul Post-Metal. Un’altra uscita oculata in casa Profound Lore.

Tom Delonge – To The Stars: Demos, Odds & Ends

Tom Delonge – To The Stars: Demos, Odds & Ends

Sebbene non memorabili, questi otto pezzi hanno riff e melodie accattivanti, puramente “alla Delonge”. Ok non sarà il salvatore della patria, sarà anche diventato milionario cantando stupidaggini, ma ha un modo di fare canzoni che è suo e di nessun altro. Una cosa che, mi duole ammetterlo, gli epigoni del vero punk non avranno mai.

The Rock’N’Roll Kamikazes – My Town

The Rock’N’Roll Kamikazes – My Town

Il Rockabilly selvaggio degli esordi viene dunque abbandonato in favore di uno Stomp-Blues in seno alla Motown. Il Dobro qui elettrificato – strumento utilizzato agli albori della scena Blues – rimane il tratto distintivo. Mentre le ritmiche, spesso serrate, rendono bene l’idea di quanto i nostri rimangano fortemente legati a quello spirito primigenio che rese il Rock’n’Roll veicolo del proprio sdegno.

Heroin In Thaiti – Sun And Violence

Heroin In Thaiti – Sun And Violence

Sun And Violence è in definitiva una proiezione in musica di quella cultura arcaica che fa parte del retaggio storico di ognuno di noi. È un doppio Lp che svela le astrazioni pagane, la magia vivida contenuta nel primitivismo immaginifico. È un compendio di musicologia comparata che scava nella tradizione popolare per adattarla ai giorni nostri.

Elli De Mon – II

Elli De Mon – II

II è una pasticca di feromoni sbriciolata in una tazza di Jack Daniel’s. Fin da subito, lo stomp incalzante di “Zen Song” prefigura questo: libertà. La paura non abita qui, esorcizzata ed incenerita dal Rock’n’roll della tradizione e cesellata ad immagine e somiglianza della polistrumentista Vicentina.

Black Eyed Dog – Kill Me Twice

Black Eyed Dog – Kill Me Twice

Al terzo lavoro la band di Fabio Parrinello perfeziona la forma e centra il bersaglio grosso. Quel “less is more” compositivo, mutuato dalla Seattle Grunge – esperienza vissuta in prima persona dal nostro in adolescenza, erano gli anni ’90 e lui si godeva la Emerald City – qui trova la propria dimensione all’interno di un canovaccio capace di spaziare attraverso il meglio dell’indie moderno dai nobili riferimenti.

The Soft Moon – Deeper

The Soft Moon – Deeper

Le influenze spaziano dai vocalizzi à la Dave Gahan – Depeche Mode – di Wasting, alla ruvidezza di certi inserti al limite con la Techno music più crepuscolare – Wrong, Desertion. Mentre lo spirito di Robert Smith si muove leggiadro nella penombra di episodi quali “Feel” e “Try”.

The Mountain Goats – Beat the Champ

The Mountain Goats – Beat the Champ

Il songwriter californiano dimostra qui eleganza e delicatezza nel comporre, tanto dal punto di vista lirico che armonico. Tutto condito da una sorta di egocentrismo artistico. I Mountai Goats sono sempre più legati al loro leader che ne ha fatto una creatura taumaturgica alla sua solitudine creativa. Curioso.

Emidio Clementi – Notturno Americano

Emidio Clementi – Notturno Americano

Notturno Americano – versione integrale del reading a cura di Emidio Clementi in collaborazione con due Giardini di Mirò (Corrado Nuccini – chitarra e synth, Emanuele Reverberi – violino, tromba, organo) – segna, in un certo senso, la chiusura di un cerchio nel percorso artistico del frontman dei Massimo Volume, attraversato dal fantasma del poeta italoamericano in maniera a tratti quasi ossessiva.