Recensioni

Fidlar – Too

Fidlar – Too

L’energia rimane comunque il trait d’union del quartetto di L.A, capace di inanellare bordate in cui il Punk flirta con il Blues – Punks -, il Garage-Punk viene portato all’eccesso – il singolo 40oz On Repeat – ed il Punk’n’Roll sparge selvaggiamente le sue spore made in seventies. Una crescita.

Verdena – Endkadenz Vol. 2

Verdena – Endkadenz Vol. 2

Insomma, il fatto che le due tracklist risultino totalmente autonome è un’ottima chiave di lettura per capire come facciano musica i Verdena. Nel senso che non c’è un concept, non c’è una direzione precisa, ci sono i loro suoni, più o meno quelli di sempre.

Envy – Atheist’s Cornea

Envy – Atheist’s Cornea

Ed ecco perché “Atheist’s Cornea” si impone di nuovo in questo panorama: per calcare un solco sulla morbidezza della sabbia, una ferita che viene immediatamente lenita, in quello che è l’album più dicotomico della formazione di Tokyo.

Beach House – Depression Cherry

Beach House – Depression Cherry

Non stiamo parlando di una rivoluzione sonora, eppure sono pochissimi i brani che possiamo ricollegare agli ultimissimi Beach House. Forse “PPP” e “Wildflower” risultano essere fra i più dinamici, per quanto il concetto di dinamismo possa assomigliare più ad un girotondo ad occhi chiusi.,

The Chemical Brothers – Born In The Echoes

The Chemical Brothers – Born In The Echoes

Born In The Echoes probabilmente non è il miglior disco dei Chemical Brothers e non è un lavoro che ribalterà le vostre vite. Però se l’intenzione era di farci sentire quanto davvero gli dobbiamo per quello che hanno fatto in questi ultimi vent’ anni, allora non c’era modo migliore di questo. Seriamente.

Chelsea Wolfe – Abyss

Chelsea Wolfe – Abyss

Fantasmi, persone assassinate ed intrappolate nel luogo della propria morte che diventano custodi di quelle aree e trasposizioni letterarie in musica. Tutto, mentre i Portishead flirtano con Nick Cave ad un concerto degli Swans.

C R O W N – Natron

C R O W N – Natron

Un viaggio che vede il naturale connubio fra Godflesh e Killing Joke, all’interno di una spirale sovrastata da schegge elettroniche e battiti di drum machine. Bestiale è il ruggito che fa eco in questa lenta discesa verso gli inferi, summa del percorso umano.

Locrian – Infinite Dissolution

Locrian – Infinite Dissolution

I Locrian riescono dunque a prescindere dal concetto stesso di creazione “metodica”, lasciando che la liquidità sonora di “Infinite Dissolution” lasci nella mente dell’ascoltatore la sensazione di un mutamento incompleto: continuamente in bilico fra gelo e tepore, fra tensione e rilassamento. Un commovente panorama di particelle in movimento.

Faith No More – Angel Dust

Faith No More – Angel Dust

Tutto Angel Dust è più o meno così: una prepotente minestra di funk metal con inserti di tastiera apocalittici, un rappato che si alterna alle urla, il metal-core che sposa le intuizioni melodiche del pop (sia bianco che nero) di stampo fine anni ’80.

Svetlanas – Naked Horse Rider

Svetlanas – Naked Horse Rider

I Fear come punto di riferimento, a corollario di veri e propri “schianti” Hardcore capaci di rievocare dapprima band come i GBH ” I Must Break You” senza però mai disdegnare un approccio chitarristico à la “Pig Champion” (Poison Idea) – “Sacrifice Your Orifice”.