Recensioni

Shellac – Dude Incredible

Shellac – Dude Incredible

Nell’opera di Albini, bizzarro levriero d’origine torinese, da sempre, regna uno scontro atavico fra caos e controllo, fra imprevisto e reazione. Forze contrastanti che si sfidano sul campo. At Action Park.E la musica degli Shellac e’ tanto calcolata quanto libera. Questo disco ne è l’ennesima conferma. Menzione d’onore per l’insostituibile Todd Stanford Trainer alla batteria.

The Juan Maclean – In A Dream

The Juan Maclean – In A Dream

John vuole mischiare ogni elemento del proprio contesto, sia Disco-Punk, o Electro, non sentendosi mai del tutto al passo con il momento musicale. Ne risulta un messaggio importante, ovvero che: c’è sempre qualcosa d’importante da dire in musica indipendentemente dalla data di rilascio. E non ditegli mai che fa Nu-Disco, perché dopo avervi tirato un c-dj in testa, partirà con la storiella che lo ritrae come un Dj lontano dalle discoteche, un loser, un sensibile creatore di emozioni che non vuole essere incasellato, pena la morte.

Karen O – Crush Songs

Karen O – Crush Songs

Che sia New York la capitale della Noia?
Ok, sarà vero che di questo disco, forse, ci porteremo nel cuore la sola “Rapt”, con la sua aura così decadente, ma è anche vero che se il re del pop è morto, Lady O ha ancora tutte le carte in regola per diventare lei, un giorno, la regina.

Goat – Commune

Goat – Commune

La proposta musicale dei Goat, pur risultando ai più forse un po’ uguale a sé stessa, continua inesorabilmente a stregare anche tra le malie di Commune col suo mantra ipnotico e la sua litania rituale, con la sua energia primitiva e il suo voodoo groove pregno di quel verbo che sale direttamente dalle viscere dell’universo. Perché in fondo è dal Mondo che i suoni veicolano i messaggi più incisivi.

SVFFER – In Lies We Live

SVFFER – In Lies We Live

Le urla della piccola Leonie sono letteralmente disumane e sebbene oscillino fra harsh-vocals e growl, la nostra predilige un tipo di screaming che ti strappa letteralmente la pelle dalla carne. I furiosi blast-beat, accompagnati dalle chitarre vibranti e cacofoniche, prendono a calci in bocca dischi come Panzer Division Marduk o l’intera discografia degli Impaled Nazarene; la velocità e l’efficacia dei pezzi vince su quasi tutti i gruppi che siamo abituati ad ascoltare (qualità già rilevata negli Alpinist).

Vessel – Punish, Honey

Vessel – Punish, Honey

Per questo ‘Punish, Honey’ la press release parla di influenze ‘Glam’, e qui l’affermazione andrebbe decifrata. Sicuramente il discorso è ascrivibile alla forte apertura di Sebastian verso la condivisione delle proprie idee, del farsi influenzare ed influenzare, in primis da quei compagni di Etichetta come Forest Swords e How To Dress Well.

Liquido Di Morte – Liquido Di Morte

Liquido Di Morte – Liquido Di Morte

Pubblicato dalla Berlinese SSTARS e dotato di una cover serigrafata a cura di Luca Marinotti (Solomacello) – Edizione limitata a 144 copie numerate -, l’album si professa esponente del filone ‘Musica per drogarsi’, anche se immergendosi all’interno dell’opera, non è difficile afferrare qualcosa di ben più profondo.

Celebration – Albumin

Celebration – Albumin

Un’esperienza la cui profondità è direttamente proporzionale alla voglia dell’ascoltatore di coglierne le innumerevoli sfumature, anche nei brani che a primo impatto hanno un sound più classico (“I Got Sol”). Il filo conduttore dell’opera rimane la naturalezza con cui l’audacia della sperimentazione non ne compromette affatto la fruibilità e, anzi, è in grado di accattivare soprattutto chi prima dell’ascolto non ha idea di cosa aspettarsi.

Blonde Redhead – Barragán

Blonde Redhead – Barragán

Barragán non è sicuramente un album capace di entrare prepotentemente nell’inconscio sino ad arrivare a toccare le profondità più amene dell’ascoltatore, ma è indubbiamente un disco ben sedimentato da melodie ammalianti e atmosfere suggestive, articolato negli arrangiamenti ed elegante nella sua valenza compositiva. È come un’alchimia caduca difficile da afferrare ma sempre piacevole.

Pere Ubu – Carnival Of Souls

Pere Ubu – Carnival Of Souls

Vetrate e specchi celano ormai figure demoniache sempre più invadenti e presenti all’interno di una realtà ormai distorta. L’uomo – Come viene chiamata la figura oscura che perseguita la protagonista del film Ndr-, il demone, o più precisamente la morte stessa, si stanno impossessando di un’anima già condannata, ma ignara del proprio destino. Così David Thomas, come un moderno Caronte ci accompagna nel viaggio, attraverso dissonanze atonali, spoken word, suoni sinistri, con l’unica certezza che si nasce per morire. Forse un’allegoria.