Recensioni

The Monks – Black Monk Time

The Monks – Black Monk Time

Black Monk Time fu un clamoroso flop. Il mondo non era pronto per tutta quell’irriverenza, figuriamoci la Germania. Oggi rappresenta, a ragione, un caposaldo della musica Rock, e la loro sfacciataggine come il loro lavorare costantemente per addizione potrebbe essere riassunto un una sola parola: talento.

Padna – Alku Toinen

Padna – Alku Toinen

In “Alku Toinen” affiora il senso più scomodo del vuoto d’anima, ma ad ogni ascolto emerge un fascino melodico ben traducibile e in grado di far toccare con mano il vortice di emozioni di un sorprendente Nat Hawks.

Algiers – Algiers

Algiers – Algiers

L’album degli Algiers prova ad iscriversi nello stesso campionato di Kendrick Lamar ( “Black Eunuch” rende l’idea) anche se, per certi versi, ne rappresenta un opposto. Questo degli Algiers, semplificando, è di base il lavoro di una band no wave.

Open Zoe – Pareti Nude

Open Zoe – Pareti Nude

Come opera prima, Pareti Nude rappresenta un’esperimento coraggioso, diretto e sincero. Sicuramente valorizzato da una certa esperienza musicale da parte della band, che emerge nella ricercatezza dei suoni e degli arrangiamenti: nell’offrire un disco che, senza troppe apparenti pretese, è in grado di entrare nella testa dal primo ascolto.

The Orb – Moonbuilding 2703 AD

The Orb – Moonbuilding 2703 AD

Il motore creativo di Paterson e Fehlmann ancora una volta dimostra di non soffrire degli abusi e delle saturazioni dell’attuale mondo elettronico. La loro idea di offuscare i metodi classici di campionamento e remix non sorprenderà più ma continuerà ad essere un ricco marchio di fabbrica destinato a non estinguersi facilmente.