Recensioni
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Real Estate – Atlas

Tra melodie jangle e trasognate, psychofolk e pop elegante, il terzo disco di Courtney e soci brilla di una luce tiepida ma limpidissima

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The Anxiety Of Love – The Anxiety Of Hate EP

Un Ep dalle sembianze oscure di un potente sacerdote capace di guidarci attraverso le più arcane ed antiche ansie del genere umano: smanioso nel desiderio di metterci faccia a faccia con i nostri personali demoni. Quei diavoli che al di là della cortina di nebbia noise ti osservano sorridendo in tralice. Un disco ipnotico, gelido e immenso come le profondità degli inferi.

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Giuliano Dottori – L’Arte della Guerra

Giuliano, già chitarrista degli Amor Fou, compie decisi passi avanti rispetto ai lavori passati. Affronta ed elabora temi molto personali. Una sindrome un po’ da piccola fiammiferaia, che con delicatezza e semplicità guarda Le Vite degli Altri.

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Shit Robot – We got a love

Too Old To Be New, Too New Too Be Classic.

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Barzin – To Live Alone In That Long Summer

To Live Alone In That Long Summer è come una tranquilla passeggiata tra lande desertiche e corpuscoli metropolitani capace di restituire una vera e propria letteratura di emozioni che sa toccare le corde del cuore. Barzin riesce così ad interpretare al meglio le remote e imperscrutabili possibilità dell’animo umano. Spiriti sospesi in attesa di essere ascoltati.

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Snowbird – Moon

Una ripresa al rallentatore su ciò che tiene stabile un’esistenza e un punto che ne segna la fine. Un’esperienza che si palesa in un sogno.

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Mike Cooper – New Globe Notes

Come una sorta di genesi culminata a mio avviso l’anno scorso con lo splendido ‘White Shadows In The South Seas’, questo New Globe Notes testimonia nuovamente l’abilità del nostro nel ricreare sensazioni cinestesiche a sfondo tropicalizzato. Nove movimenti inquieti alternano foreste selvagge e magnificamente notturne, con abbacinanti spiagge dopate: come in un sogno senza fine, senza via di fuga.

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Low Jack – Garifuna Variations

Low Jack entra in questo repertorio tribale con l’accetta, scolpendo e sommergendo d’effetti un caleidoscopio di musiche gioiose dal significato trascendente, oscuro. In questo contesto risulta esaustiva l’opener ‘Punta’ che significa ‘Festa’ e vede un marinaio con la sua zattera lottare fra le impetuose onde oceaniche, sicuro della sconfitta. Confrontando la briosa esposizione ‘Garifuna’ con la versione apocalittica qui proposta, ci si accorge di quanto i campioni originali vengano devastati in favore di masse elettroniche d’atomica deflagrazione, lasciandone intatto pensiero.

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Bleak Seven – Bleak Tissue

Una One-Man band mediante la quale sperimentare e rivivificare quel suono emerso nei Novanta, qui aggiornato dall’inserimento di certi trip elettronici – Psychopathetic, Lean Tissue -. Mentre la scommessa vinta, emerge sottoforma di cover ‘Mansoniana’ – Irresponsible Hate Anthem -: brano in grado di renderci più facile la ricerca in merito alla natura di questo assalto all’arma bianca in compagnia di un esercito di sintetizzatori.

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Perc – The Power & The Glory

Esattamente come il magnifico ‘Black Lights Spiral’ di Untold, questo capitolo del Dj Inglese adotta rumorismi i Techno come collante per gli inserti più disparati ed incisivi. Sono coltellate chirurgiche d’inquinamento acustico, grida scomposte di esseri sopravvissuti ad un disastro nucleare – Rotting Sound -. Un clima torbido, caotico nel quale la radioattività sembra aver inghiottito le genti, mentre le macchine danzano scomposte un balletto epilettico

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