Recensioni
Giuliano Dottori_L'arte della guerra vol. 1

Giuliano Dottori – L’Arte della Guerra

Giuliano, già chitarrista degli Amor Fou, compie decisi passi avanti rispetto ai lavori passati. Affronta ed elabora temi molto personali. Una sindrome un po’ da piccola fiammiferaia, che con delicatezza e semplicità guarda Le Vite degli Altri.

131218-we-got-a-love-shit-robot

Shit Robot – We got a love

Too Old To Be New, Too New Too Be Classic.

barzin_cover

Barzin – To Live Alone In That Long Summer

To Live Alone In That Long Summer è come una tranquilla passeggiata tra lande desertiche e corpuscoli metropolitani capace di restituire una vera e propria letteratura di emozioni che sa toccare le corde del cuore. Barzin riesce così ad interpretare al meglio le remote e imperscrutabili possibilità dell’animo umano. Spiriti sospesi in attesa di essere ascoltati.

Snowbird-cover-Moon

Snowbird – Moon

Una ripresa al rallentatore su ciò che tiene stabile un’esistenza e un punto che ne segna la fine. Un’esperienza che si palesa in un sogno.

MIKE_COOPER_NEW_GLOBE_NOTES_front

Mike Cooper – New Globe Notes

Come una sorta di genesi culminata a mio avviso l’anno scorso con lo splendido ‘White Shadows In The South Seas’, questo New Globe Notes testimonia nuovamente l’abilità del nostro nel ricreare sensazioni cinestesiche a sfondo tropicalizzato. Nove movimenti inquieti alternano foreste selvagge e magnificamente notturne, con abbacinanti spiagge dopate: come in un sogno senza fine, senza via di fuga.

low-jack-Garifuna-Variations

Low Jack – Garifuna Variations

Low Jack entra in questo repertorio tribale con l’accetta, scolpendo e sommergendo d’effetti un caleidoscopio di musiche gioiose dal significato trascendente, oscuro. In questo contesto risulta esaustiva l’opener ‘Punta’ che significa ‘Festa’ e vede un marinaio con la sua zattera lottare fra le impetuose onde oceaniche, sicuro della sconfitta. Confrontando la briosa esposizione ‘Garifuna’ con la versione apocalittica qui proposta, ci si accorge di quanto i campioni originali vengano devastati in favore di masse elettroniche d’atomica deflagrazione, lasciandone intatto pensiero.

0002598133_10

Bleak Seven – Bleak Tissue

Una One-Man band mediante la quale sperimentare e rivivificare quel suono emerso nei Novanta, qui aggiornato dall’inserimento di certi trip elettronici – Psychopathetic, Lean Tissue -. Mentre la scommessa vinta, emerge sottoforma di cover ‘Mansoniana’ – Irresponsible Hate Anthem -: brano in grado di renderci più facile la ricerca in merito alla natura di questo assalto all’arma bianca in compagnia di un esercito di sintetizzatori.

a1413086330_10

Perc – The Power & The Glory

Esattamente come il magnifico ‘Black Lights Spiral’ di Untold, questo capitolo del Dj Inglese adotta rumorismi i Techno come collante per gli inserti più disparati ed incisivi. Sono coltellate chirurgiche d’inquinamento acustico, grida scomposte di esseri sopravvissuti ad un disastro nucleare – Rotting Sound -. Un clima torbido, caotico nel quale la radioattività sembra aver inghiottito le genti, mentre le macchine danzano scomposte un balletto epilettico

two moons rocklab

Two Moons – Elements

Pezzi inquieti nati per sottolineare la caducità dell’essere umano, della propria natura tormentata ‘Crazy World’, capaci di scorgerne al contempo quell’atavico desiderio d’approfondimento interiore. Questo, con buona pace di chi non placherà la propria sete di contraddittorio, significa aggiornare un suono glorioso, attualizzarlo, renderlo capace di una vita scissa dai fasti del passato, quindi futuribile.

crossesselftitledalbum

† † † (Crosses) – S/t

Un album perfetto negli arrangiamenti, capace di emanare contemporaneamente calore e freschezza, un disco intimo e atmosferico che svela i meandri più nascosti di un’interiorità corporea e metafisica.

Rocklab.it v5 – Provochiamo Reazioni © 2014 All Rights Reserved

Graphic by F. Stefanini