Posts Tagged 'spilletta'

Tiger! Shit! Tiger! Tiger! – Corners

Tiger! Shit! Tiger! Tiger! – Corners

Un perfetto connubio fra Rock e modernità: da una parte la splendida rielaborazione di un passato glorioso, dall’altra l’utilizzo della tecnologia per promuoverlo. Perché se la band è ormai resident all’SXSW, e al CMJ (New York), se le Slits li adorano, se “The Architects of Despair” (da “Be Yr Own Shit”) è finita nella colonna sonora di “Hated” (Lee Madsen, 2012), e “Whispers” di una nuova serie in arrivo per la BBC, fidatevi non è un caso. Un’esperienza da mandare a memoria per buona parte delle nostre formazioni, ed un disco, quest’ultimo, capace di monopolizzare i vostri dispositivi almeno fino all’arrivo della bella stagione.

Human Colonies – Big Domino Vortex

Human Colonies – Big Domino Vortex

Dalla doppietta d’ingresso Sirio/Big Domino Vortex – deliziosamente calligrafica nei confronti di certe dinamiche à la My Bloody Valentine (ultime cose), ma mai deprecabile –, passando attraverso il malinconico intermezzo “post” (Hardcore) di “Vesuvius”, si arriva belli corroborati ad un nucleo compositivo dalle radici totalmente immerse in quella palude di suoni distorti che videro come protagonisti gli alfieri del Noise.

Tre Allegri Ragazzi Morti: ecco il video di “E invece niente”

Tre Allegri Ragazzi Morti: ecco il video di “E invece niente”

Nato da una idea di Davide Toffolo e Paolonia Zumo, sviluppato dal gruppo di creativi Egg Creative Staff di Genova, con questo video Tre allegri ragazzi morti tornano ad abitare l’immaginario fantastico, incontrando, per la prima volta dopo i fumetti e i cartoni animati, il teatro di figura. L’antropomorfa “mano esploratore” (che è quella del regista del lavoro, Lorenzo Paul Santagada) arriva a bordo del suo razzo spaziale in un pianeta solo apparentemente disabitato. Spiato da un essere a lui simile di colore blu, l’esploratore si lancia in un forsennato inseguimento.

Joan Of Arc – He’s Got The Whole This Land is Your Land in His Hands

Joan Of Arc – He’s Got The Whole This Land is Your Land in His Hands

Così, ecco il ritorno di fiamma per l’elettronica, qui utilizzata con parsimonia in modo da esaltare le qualità compositive del gruppo. I Joan Of Arc di “He’s Got The Whole This Land is Your Land in His Hands” ci ricordano – se ce ne fosse bisogno – di come fin dagli anni novanta siano stati seminali per le nuove band di genere. Su tutte segnaliamo: “Cha Cha Cha Chakra”, “Never Wintersbone you” e la finale “Ta Ta Terrorsdrome” – che suona come un mantra sognante. Insomma, davvero un buon album. Avanti su questa strada.

Baustelle – L’Amore e la Violenza

Baustelle – L’Amore e la Violenza

“Tu non sai che peso ha questa musica leggera”, così canta(va) Gianni Morandi nella sua hit “Uno su mille” del 1985. Pezzo che segnò il suo ritorno sulle scene in pompa magna. Però, se stiamo qui, è per parlare di ben altro ritorno. Quello dei Baustelle da Montepulciano.

Micah P. Hinson torna in Italia!

Micah P. Hinson torna in Italia!

A 10 anni di distanza dalla pubblicazione di “Micah P. Hinson and the Opera Circuit”, torna in Italia con Radar Concerti, Micah P. Hinson, il folksinger texano tra gli artisti statunitensi più interessanti degli ultimi anni, per sette date esclusive, in cui si esibirà con la band; ad aprire i concerti gli italiani Sunday Morning. In occasione del decennale l’etichetta italiana Bronson Recordings, che aveva già dato alle stampe “Broken Arrow” nel 2015, ha ripubblicato in una Deluxe Limited Edition l’acclamato album del 2006.

Danubio – Danubio

Danubio – Danubio

In un certo senso non è che sia cambiato granché, è solo che dobbiamo scegliere cosa ascoltare in base al tempo che abbiamo. Mentre i vecchi cantautori diventano dei “classici” l’originalità è oggi spesso una battaglia persa, e lo sforzo a conseguirla va generalmente a discapito sia della forma che del contenuto. E la tradizione cos’è? E chi lo sa, però qualcuno la cerca ovunque, persino in Calcutta, in una linea retta che porterebbe indietro indietro, fino a De Gregori. L’ho letto da qualche parte. Mah, sarà. Intanto teniamo d’occhio i Danubio.

Ono – Colonie

Ono – Colonie

Quello degli Ono è un racconto d’infanzia, appendice di Salsedine; non credete loro se vi dicono che è la solita “menata sul mare”. Diciamo una piccola collezione di quattro episodi di chi sulle rive ci è cresciuto.

Furia, ipnotismo e amore: una serata al Bronson Recordings Festival

Furia, ipnotismo e amore: una serata al Bronson Recordings Festival

Che la Bronson Recordings si stia lentamente consolidando grazie ad uno scouting intelligente votato alla ricerca delle migliori formazioni Rock del territorio (Romagnolo e non) é oramai cosa nota. Da quella corona a sei punte che furono i primi 7″ – su tutti quel “Twin Peaks” a firma Ronin (Ndr) –, all’ultima fatica firmata Micah P, Hinson sono passati nel frattempo sei anni: a riprova del fatto che le cose in casa Bronson si fanno seguendo una logica, e soprattutto un’estetica.

The XX – I See You

The XX – I See You

La via di fuga in verticale rappresentata da I See You è frutto di tanti fattori. Primariamente è frutto della padronanza dell’uso dei samples che diventano l’impasto di base e non accessorio di canzoni fatte e finite. Si prenda a proposito “Lips” che macina superbamente la glaciale e straniante “Just” usata da Sorrentino in Youth. I See You è anche frutto di quell’evoluzione del rapporto umano che vuole i tre in perfetta contiguità anche oggi che sono riconoscibili singolarmente.