Cinema

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn

Si può leggere il film come una favola nera a sfondo morale, con ovvi richiami alla hybris greca, ma anche come una metafora dell’artista sprovveduto che pensa di poter dominare la macchina, l’industria che lo divorerà. Al di là di tutto questo, rimane la sostanza di un thriller erotico coi fiocchi.

Hail, Caesar di Joel ed Ethan Coen

Hail, Caesar di Joel ed Ethan Coen

Cinema d’industria e soldi facili, certo. Ma anche cinema puro, onesto, avvincente, fluido e senza stacchi (Doyle è pure un formidabile stuntman), che travalica la pomposità di ciak continuamente abortiti e monologhi interrotti sul più bello.

Lo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti

Lo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti

Qualche tempo fa, Roy Menarini dalle colonne di MyMovies auspicava dieci Suburra all’anno, per un nuovo, fedele pubblico neo-noir che si starebbe formando tra serie tv e prime visioni italiane sulla scia dell’opera di Sollima. Noi proponiamo dieci Jeeg Robot. D’acciaio o di gomma, non ci interessa. Il titolo è presto detto: Continuavano a chiamarlo Jeeg Robot.

The Hateful Eight di Quentin Tarantino

The Hateful Eight di Quentin Tarantino

Per questo Tarantino in evoluzione, la regolamentazione scompaginata di un genere e dei suoi stilemi, la ripartizione del territorio del mito, la distinzione dei ruoli archetipici del Vecchio West diventa sempre più occasione di ritrattazione sulla Storia, di riqualificazione anti-ideologica del progresso americano

The Green Inferno: ci piace l’uomo.

The Green Inferno: ci piace l’uomo.

Qui esiste un solo protagonista: l’uomo. Il film si muove attraverso quelle dinamiche di sviluppo del pensiero umano che convergono irrimediabilmente nella violenza. Una bipolarità evoluto/primitivo accomunata dalla medesima sete di sangue, ma capace di evidenziare quel tribalismo nell’atto primitivo di cui l’uomo moderno è ormai sprovvisto.

Ant-Man di Peyton Reed

Ant-Man di Peyton Reed

Bisogna abbassarsi ancora un po’. Aderire alla tuta di Ant-Man come a un punto di vista e una proposta di visione che calzano più con la rianimazione giocosa e immaginifica di Toy Story, con insetti grossi come cani alla “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” che non con la solita, burrascosa e tecnologica guerriglia urbana.

Terminator Genisys di Alan Taylor

Terminator Genisys di Alan Taylor

Terminator Genisys è una macchina mutaforma imperfetta, razionalmente nostalgica, blandamente (an)affettiva (qualche alleggerimento ironico, il sorriso ingessato di Schwarzenegger, “I wanna be sedated” dei Ramones in cuffia). Perciò infallibile (vedi box office).