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Twin Peaks 3: il testamento di Lynch

Twin Peaks 3: il testamento di Lynch

Doveva essere l’anno scorso, invece è quest’anno. “See you again in 25 years” (diceva Laura Palmer al termine della seconda stagione) salvo rinvii, appunto. Un cast stellare messo a mo’ di specchio per le allodole a disposizione dei detrattori (ovvero tutti): “Troppa gente, troppe star, sarà una porcata”. Un museo del fan service ipotizzato a cui il regista statunitense, osservando i primi due episodi d’apertura, va bellamente in culo – poi magari crolla sul finale/a metà /rimane sui livelli; per il momento le chiacchiere stanno a zero.

Addio Fantasmi Selvaggi: erotismo, sesso & canzoni

Addio Fantasmi Selvaggi: erotismo, sesso & canzoni

Sesso & Canzoni, un matrimonio (fedifrago) che regala sempre meno sussulti a noi ascoltatori perversi (perversi perché amanti del piacere, che è un crimine, si sa). Molto meglio cospargersi il capo di cenere (di una sigaretta scroccata un po’ a malincuore) e parlare di tutt’altra poesia. Meglio gridare: “E cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?”. Idem negli anni dieci. Di sicuro, ai figli che non avremo, non gli racconteremo delle nostre avventure erotiche, o di quanto sia bello ed intrigante amare. Parzialmente o Completamente (come canterebbe Tommy Paradise).

Fedez nel paese della gente sensibile

Fedez nel paese della gente sensibile

E se quelli che prima si impietosivano anche solo per la morte di un acaro, o di una zanzara tigre, adesso stanno lì che godono per le lacrime di Fedez, è perché la cattiveria, da qualche parte, dovrà pur uscire. Esorcizzarla, portarla fuori, non può che fortificare la “sensibilità”.

Oscar Del Cinema 2017: La La Land (di Trump)

Oscar Del Cinema 2017: La La Land (di Trump)

Chiacchierando sulle metodologie di scelta e sulla composizione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, si rischia di sforare nell’ecclesiastico. Del resto, la scelta del miglior film è di per sé una decisione per cui invocare (giustamente) lo spirito santo, un tipetto che in genere mantiene sempre un occhio (populista) di riguardo per le tematiche sociali, riservandosi il compito di trollare milioni di ascoltatori al fotofinish, ma anche dopo: una cosa questa di cui speriamo Sorrentino abbia preso nota per la seconda stagione di The Young Pope.

Sanremo is THE paradigma

Sanremo is THE paradigma

Giusto o sbagliato, che lo vogliamo oppure no, Sanremo resta un paradigma. Perché Sanremo è Sanremo, e mai uno stupido gingle fu più azzeccato di questo. Forse altri come me – che guardo Sanremo fin da quando sono piccola, quando le canzoni belle le cercavi in televisione o in radio, non su spotify followando quelli che ascoltano la roba “giusta” –, hanno sentito quest’anno la mancanza del famoso stacchetto; sostituito da una “Se telefonando” intonata dal rockeggiante Neck.

Tutto bene a casa Brunori

Tutto bene a casa Brunori

Per questo il disco di Brunori è ammiccante, in fondo tocca corde facili: a casa mia si dice, a questo proposito, “è come sparare sulla croce rossa”. Nella messa a fuoco di una generazione, e di un’epoca dove i contenuti han vita breve, anche la cosa più semplice diventa difficile. Si salva l’intenzione, che nel caso di Brunori è buona: una cosa Brunori ha avuto sempre e ha mantenuto anche in questo disco, quell’aria così tenera e familiare, che non può che rendercelo simpatico.

Siete pronti per il Bay Fest 2017?

Siete pronti per il Bay Fest 2017?

Dopo aver assistito alla splendida prima data della manifestazione scorsa – di cui potete trovare il report qui –, quest’anno Rocklab ha deciso di collaborare con il Bay Fest 2017: evento imperdibile per ogni Punk Rocker che si rispetti. Questo il nostro articolo introduttivo.

Comunisti su Marte: The Pop Group, la falce, il martello, la carota, il bastone, lo Sputnik

Comunisti su Marte: The Pop Group, la falce, il martello, la carota, il bastone, lo Sputnik

HOM, da par suo, è una colata di bile spray, un murales periferico, un ritorno al passato attraverso un dj-set electro-noise-dub dentro un ecomostro occupato da vocalist in odor di brigatismo e passamontagna e molotov e Mr. Robot e scantinati carbonari e flash-mob fra Femen e Pussy Riot e così via. The Pop Group: il gruppo del popolo, l’altra faccia di un nome ambiguo e geniale.

Pop X: stratificazioni e qualunquismo

Pop X: stratificazioni e qualunquismo

Lesbianitj è poca roba, ma non è questo il punto. Siamo dalle parti di un rigurgito Disco-Rumeno farcito di parole storte come “frocio” – oppure addirittura “palle” –, posizionato temporalmente al tempo in cui camminare sulla passerella del proprio stabilimento balneare di fiducia era impossibile senza che t’accompagnasse la colonna sonora da Festival Bar.