M¥SS KETA: questione di schemi

Ho visto qualche video di M¥SS KETA, ho letto qualche intervista a M¥SS KETA, ho fatto uno schemino per riassumere M¥SS KETA.

Per chi non lo sapesse M¥SS KETA, scritto rigorosamente in caps lock – con questa “Y” che a voi sembra una ipsilon ma in realtà è un ¥ (Yen Sign, scorrete con la freccina tra i simboli di word) –, è una reginetta delle notti milanesi, conosce tutti i posti giusti, e si ispira alla triade: Gabibbo, Lynch, Cattelan. Niente male.

È appena uscito il suo EP dal  titolo “Carpaccio ghiacciato” (La Tempesta Dischi), seguito a ruota dal singolo (e relativo video) di “XANANAS” prodotto da Popolous – l’alias indie-elettronico di Andrea Mangia, musicista e producer di Lecce.

Ecco le parole usate dall’artista per presentare il video girato sulla spiaggia imbiancata dagli stabilimenti della Solvay: «IL MODO GIUSTO PER GUSTARE XANANAS? TRAMONTO, IN RIVA AL MARE, UN PIATTO DI OSTRICHE GHIACCIATO, LIMONE, VINO BIANCO E SIGARETTA. È SEMPRE L’ORA PER UN PO’ DI XANANAS».

Una bella versione femminile di quel parlato “melting pop” del quale conosciamo già la deriva mascolina (sensibile/romantica), grazie al meme su Facebook a firma Tommaso Paradigma: al quale oramai si ispira perfino Tommaso Paradiso, probabilmente di nascosto. Quando impari a parlare così poi è come una droga, non vorresti più smettere, ci stai dentro, il tuo più grande desiderio è che il caps lock possa prendere forma anche quando le parole escono dalle tue labbra, per esempio quando ti senti che “VUOI SUBITO UNA BIRRA” oppure che il concerto è “UNA BOMBETTA”. Se ci potessimo tirare addosso dei maiuscoli quando conversiamo tra noi ci sembrerebbe tutto molto più significativo.

Ingredienti principali del progetto M¥SS KETA: pop dance con virata stilistica al soft porno e slang rappato circondata dalla sua crew – le ragazze di Porta Venezia – con anima femminista barra gay pride ad alzare il livello della questione, per l’impatto sociale: a ridosso di notti passate a ingollare vodka come se non ci fosse un domani. Una vitaccia, insomma.

Prima di proporvi il breve schema, disegnato in preda a un eccesso creativo dopo aver ascoltato il singolo XANANAS, contagiata irrimediabilmente dall’immagine della spiaggia bianca di Solvay e dal verso “VIENI A RILASSARTI GIOIA”, premetto che non mi sento di chiamare in causa la mitica Ilona Staller che con la sua hit Muscolo Rosso ci ha fatto vergognare fino all’altro ieri; anche solo nel provare a cantarla senza la scusa di essere imbottiti di alcol e tic-tac in ambienti protetti – come per esempio un dj set teatrale organizzato nel cesso di un locale, o nel foyer di un laboratorio di arti performative, o in una rievocazione storica dei festini à la Eyes Wide Shut presso attici metropolitani o in lussuose ville sulle prime colline.

Di questi festini ci resta adesso la maschera di M¥SS KETA, che varia a seconda dell’occasione: burka, barba liscia lunga di capelli rossi incorporata agli occhiali, mascherina chirurgica con le perle. Una diva misteriosa.

Mi sento piuttosto di ricordare due grandi hit che ci colpirono tra capo e collo, infilandosi subdolamente nelle playlist estive, un po’ orfane di collocazione, mine vaganti tra la techno e l’elettropop. Mi riferisco a “Discoteca degli Exchpoptrue (era il 2003), con un testo splendido per onestà intellettuale e per il gesto di Fabio:

“Lunedì sera, la discoteca/Martedì sera, la discoteca/Mercoledì che mal di testa, ma sono andata alla discoteca/Giovedì sera, la discoteca/Venerdì sera non volevo andarci ma Fabio è venuto a cercarmi e allora sono/Andata, alla discoteca/Sabato sera, la discoteca/Domenica alla discoteca.”

oltre a “Pompo nelle casse dei Power Francers:

“Vibra dentro il ventre la senti la cassa: botte nella testa con il basso che devasta! Questo è il suono che ti scassa l’impianto nella dancefloor fluo persino lo smalto! Guarda chi è che spinge più del solito, calo giù gli alcolici senza arrivare al vomito. Sgomito tra le altre, scuoto le masse, pompo nelle casse!

Era il 2010, lo slang pop cominciava a far sentire il suo peso ed entrava nelle orecchie a gamba tesa.Uscito dalla porta quello slang è poi rientrato dalla finestra, si infila sordidamente nei nostri status e negli articoli che scriviamo, nelle radio con PA-PAMPLONA, sotto il sole di RICCIONE, con massimo orrore del popolo dell’indie che stava girando canale perché su Virgin Radio davano i Muse (troppo commerciali).

Dalla padella alla brace. Ma anche: da M¥SS KETA a Tommaso Paradiso. A seconda dei gusti potete invertire i termini dell’equazione, lo schema non cambia e funziona per un motivo che va oltre l’unico motivo per il quale dovrebbe funzionare, che sarebbe il famoso “è una canzone orecchiabile”. Funziona perché immagine e slang ci spingono ad abbracciare il personaggio. Tra romanticismo del romanticismo e pseudo trasgressione commentiamo con cuoricini se ci piace, parolacce/insulti se non ci piace. È tutta estetica. Senza nulla togliere.

L’ideale sarebbe riabilitare la Discoparade, a scanso di equivoci e per il bene dell’umanità.

P.S. Il porno è sdoganato da anni, i tranquillanti pure, cosa c’è da sdoganare ancora? Il mio sogno proibito è che dalle spiagge di Riccione Tommaso Paradiso si ritrovi catapultato lynchianamente nella spiaggia bianca di Solvay, completamente fatto di Xananas e venga sedotto e poi derubato dalle nostre ragazze di Porta Venezia.