“International Waters” è uno di quei rari album completamente strumentali in cui la relazione tra il titolo del disco e la musica in sé non è poi così difficile da cogliere: ogni traccia si configura come esplorazione di un singolare scenario sonoro di ampio respiro, disvelato traccia dopo traccia con una metodica precisa; oltre a cercare di ritagliarsi una particolare nicchia sonora, lo scopo del gruppo sembra essere quello di definire un modello strutturale adatto a supportarla. Ciò si traduce in una serie di escursioni sonore dallo sviluppo piacevolmente caratteristico, coesive tra loro ed efficaci nel difficile intento di non abbandonare la rotta intrapresa in favore delle numerose opportunità di divagazione.
Gli You May Die In The Desert sono un gruppo che ha ancora bisogno di trovare un equilibrio, ma il fatto che con le prime due release abbiano adottato modelli espressivi diametralmente opposti fa presagire che un eventuale lavoro futuro potrebbe essere la sintesi perfetta delle esperienze fatte finora.