In apertura a I Giardini di Mirò, i Confusional Quartet hanno rubato loro la scena con la semplicità di chi è sul palco solo per suonare ed è in grado di farlo con un’innata maestria: la padronanza degli strumenti è qualcosa che si accentua in un live, ed è stato emozionante assistere a tanta dirompente bravura.
AUDIO: Coinvolgente e vibrante, il sound dei Confusional Quartet ha fatto tremare il Brancaleone, che si è riconfermato anche in questa occasione come un locale adatto ad ogni tipo di live caratterizzato da sonorità forti e calde.
MOMENTO MIGLIORE: È stato un flusso continuo senza sosta. Non ricordo per quanto tempo abbiano suonato: un’ora? Meno? Non lo so, l’unica certezza è che avrei voluto andassero avanti ancora. Parliamo di un’esibizione che musicalmente ha smosso qualcosa dentro, ed ha trasmesso in modo continuativo emozioni: una miscellanea di sensazioni che si sono sparpagliate nel locale ed hanno raggiunto tutti.
PUBBLICO: Il pubblico presente per lo più attende I Giardini di Mirò. Ma è una folla di curiosi quella che si vede dinanzi al palco: silenzi, sorrisi, stupore e ammirazione. Incluse molte gambe che non riescono a stare ferme e iniziano a sentire il ritmo virale e forte del quartetto bolognese. Dai ventenni agli over 40, sono tutti concentrati ad osservare l’energia e la velocità insita nelle dita che pizzicano, toccano, affondano e solleticano basso e chitarra.