Fabio ci ha aperto le porte del suo studio, gli abbiamo chiesto i 10cd che girano in questi giorni nel suo lettore, ecco cosa ci ha confidato:
Quando li ho ascoltati per la prima volta non ho potuto non pensare a Peter Gabriel, e questo è un gran pregio se poi si scrivono brani così belli.
Il fatto che funzioni tutto esattamente come deve è legato alla funzione nervosa. Eno è uno scienziato.
Andiamo spesso oltreoceano a cercare quello che abbiamo anche da noi. Questo è un esempio perfetto, un disco di molto superiore ad altri che invece hanno avuto improbabili consacrazioni.
Una raccolta di musica sacra che va da Pierluigi da Palestrina a Orlando di Lasso, da Fritz Schieri all’incredibile Gregorio Allegri. Quando sento il Miserere mi sento sollevarmi da terra, è di una potenza senza paragoni. Si dice che Mozart dovette ascoltarlo due volte per trascriverlo correttamente, a differenza di qualunque altra composizione, che trascriveva invece a memoria dopo un solo ascolto.
Ho scoperto il glam rock così, dal quinto disco dei T.Rex. Bolan è morto quando io sono nato: nello stesso anno è uscito Heroes di Bowie e Animals dei Pink Floyd. Infatto ascolto quei tre album sempre assieme, mi sembrano una trilogia anche se sono molto distanti come genere…
Ho letto qua e là che c’è stata una valanga d’invidia addosso a questo gruppo. Suonano molto bene, dal vivo sono impeccabili, e hanno un romanticismo puro che in tanti hanno dimenticato.
E’ una pazzia ascoltare questo disco, è come ascoltare Helicopter-Streichquartett di Stockhausen. Il senso è nella scoperta e nella possibilità, nell’evoluzione dei suoni… quando arrivi alla fine del disco ti rendi conto di cosa si è creato. E vorresti farlo anche tu!
Una ricerca sonora pazzesca. Forse è qui che bisogna cercare l’evoluzione del classicismo.
Bach è imprescindibile, è il minimo comune multiplo di tutto. In questo disco si sentono le composizioni così come sono state concepite (i primi modelli di pianoforte sono comparsi alla fine della vita di Bach), per arpicordo. Inutile dire, ancora una volta, che dentro quelle partiture c’è tutta la musica a venire…
E’ strano che in Italia lo conoscano così in pochi. Ha inciso anche un disco che si intitola “Roma”. La Palace Orchestra è impeccabile, i brani scelti sempre molto belli (ha anche riproposto cover di Manu Chao o Lou Bega, o Phil Collins!). Ho l’impressione di imparare sempre qualcosa quando lo ascolto, sia della Storia che del bel canto…