Tre Mosse
Dicono i Mariposa che sono stanchi della loro nomea di gran burloni e che gli piacerebbe essere presi più un po’ più sul serio. Obbediamo, cominciando con il riconsiderare la definizione che loro stessi hanno spesso dato del proprio stile: “musica componibile”, qualcosa in più di una semplice boutade per andare incontro a una critica a corto di definizioni.
Di certo c’è che le canzoni del sestetto non lasciano nulla alla discrezione dell’ascoltatore, che se le trova già belle che “composte”, e non di rado secondo strutture a più strati. “Componibile” quindi deve riferirsi al modo in cui gli stessi musicisti fanno e rifanno la propria musica, smontandola e rimontandola per ogni disco che viene. Attenzione, però, che i pezzi della costruzione sono gli stessi di sempre: come quando si sceglie di seguire il consiglio della nonna e di vestirsi “ a cipolla”. I panni quelli sono, resta solo da decidere quali e quanti indossarne. E in che ordine.
Sotto il vestito i Mariposa restano inconfondibilmente i Mariposa. Una band che sa come giocare con i riferimenti “alti” senza farsene sopraffare. Una band che cambia ad ogni giro per restare uguale a se stessa. Una band che forse è davvero il caso di iniziare a prendere sul serio.