E’ la prima puntata di questa rubrica e c’è bisogno di una spiegazione, così, giusto per far capire l’andazzo delle cose.
Io personalmente do la colpa a Kurt Cobain.
Se quando alzo gli occhi vedo questa pila buste gialle imbottite di fronte a me è perchè ai bei vecchi tempi del grunge passò il devastante concetto che chiunque avrebbe potuto imbracciare la chitarra ed esprimere in musica quello che gli diceva il cervello. Se lo fa Kurt che è un drogato in flanella che con tre accordi ha fatto tre album allora lo può fare chiunque. Quello che però non veniva sottolineato è che bisognava nascere talentuosi come Cobain per potersi permettere droga, 3 accordi e pigiama sul palco, ma che soprattutto che di quello che ti dice il cervello, se non ha la qualità per arrivare al cuore degli ascoltatori, a molti non gliene fotte niente.
La rubrica dei demo è roba per tipi tosti e stomaci forti ed il metallo regna sovrano: avessi avuto un euro per ogni cd di metallari che mi è passato in mano, avrei potuto permettermi Steve Albini a missare il mio di demo metallaro ed avrei fatto morire d’invidia tutti gli altri (metallari). Bisogna essere attenti, analitici, giusti ma soprattutto coraggiosi, perchè non ci vuole niente a dire a Ligabue che sono 20 anni che ci propina la stessa sbobba, ma prova a dirlo ad un emulo dello stesso e ti ritrovi una testa di porchetta nel letto quando meno te l’aspetti, ma solo dopo che l’artista offeso nel suo intimo non ti abbia bombardato con migliaia di mail la cui compilation di insulti va dall’”invidioso musicista fallito” al “pennivendolo” che fa tanto retrò fino allo “stronzo pezzo di merda” che è sempre un grande classico. Ma io lo capisco, perchè sentirsi dire che la propria musica è più antica e decisamente peggiore di quella del proprio idolo-dinosauro musicale di riferimento, in effetti fa un po’ male. Quindi a Santa Cecilia lasciamo il compito di illuminare l’artista sui principi fondamentali del “non si può piacere a tutti” e del “è solo una opinione come le altre”.
Eppure il recensore temerario gioisce se le sue parole provocano certi tipi di reazioni: così come la musica suscita emozione nell’ascoltatore, le frasi devono allo stesso modo suscitare moti. E sappiamo bene come un pezzo (musicale o scritto) che non provoca niente, è un prodotto fallito, e se così non fosse, saremmo tutti fan sfegatati della fusion e di Arisa.
Ed ecco che la mano che ravana nello scatolone delle buste gialle per questa prima uscita ha tirato su i due fortunati: i Violaspinto ed i New Cherry.