Anni fa, credo nel 2000, mi trovavo in macchina con Francesco (Bianconi) e ad un tratto, dall’autoradio, partì una canzone che mi rapì totalmente. Erano i Blonde Redhead con “Slogan”, la cover di “La chanson del slogan” in cui duettavano Jane Birkin e Serge Gainsbourg. Da allora, non li ho più persi di vista, sono diventati uno dei miei gruppi preferiti: amo i loro intrecci sonori, gli arrangiamenti, la loro ricerca della melodia, le dissonanze, i riff di chitarra e l’uso della voce di Kazu Makino.
Una raccolta di musiche bellissime, che si incastra perfettamente con la pace dei miei sensi. Uno tra tutti i brani: “La cosa buffa”. Bbbbrividi.
Ho divorato quasi tutti i loro dischi, li ho ballati, ascoltati, cantati, suonati….mmmmm….scelgo “Hail to the Thief”, in ricordo dei lunghi viaggi fatti in furgone in giro per l’Italia con i miei colleghi, dove il suddetto album faceva spesso da colonna sonora.
Il disco che mi piace ascoltare in macchina, ma non solo, l’importante è che io mi trovi in possibilità di movimento: non riesco a mantenermi immobile ogni volta che lo faccio uscire dalle casse, nemmeno mentre sono al volante…
Mi piacciono gli Air, mi piacciono le colonne sonore e mi piace il film di Sofia Coppola.
Un’ artista a 360 gradi, intensa, misteriosa, soprannaturale, d’avanguardia. Voce che cattura le mie emozioni, incanto per le mie orecchie. Le atmosfere mi avvolgono completamente, mi entrano nelle vene regalando un viaggio etereo dal quale mi distacco ogni volta con estrema svogliatezza. Tra l’altro, anche il video di “All Is Full Of Love” girato da Chris Cunningham, rientra tra i miei preferiti in assoluto. Pura poesia.
Un disco intenso e minimale. Non me lo aspettavo!. Qui, la signora Polly, lascia da parte le solite armi e si abbandona davanti ad un pianoforte e poco altro. Che dire: i miei più sentiti complimenti.
E’ stato il primo cd “sensato” che ho richiesto in regalo ai miei genitori. Ero un’ adolescente allora, e amavo chiudermi nella mia cameretta, lasciando fuori da quella magica porta il difficile mondo degli adulti. Accendevo lo stereo, inserivo il disco e facevo partire “Wanna Be Startin’ Somethin”. Ballavo, per ore, mi dimenavo cercando di imitare quei movimenti eccezionali che mi avevano colpito tanto, fino allo sfinimento, ed erano momenti in cui mi sentivo la persona più libera del mondo. A distanza di anni, devo dire che funziona ancora! Provate.
Stavo rovistando sul computerino di Claudio Chiari, in studio a Torino, durante le registrazioni della “Malavita”, 2004. Mi ero persa nello scrutare la marea di file musicali che si ritrovava (non scaricati!!!!), quando dalle cuffie inizia a suonare una canzone che mi blocca subito le mani.
Sullo schermo c’è scritto: Nome: Utopia – Artista: Goldfrapp – Genere: Trip-Hop. E’ stato subito Amore.
Ero indecisa se scegliere questo disco oppure “Scary World Theory” dei Lali Puna….li amo entrambi e mi sono venuti in testa nello stesso momento, visto che i due gruppi hanno in comune le dieci dita di Markus Acher. Hanno vinto loro, ma solo grazie alla sorte!
Fatto.