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James Blake – James Blake

Limit To Your Love

L’omonimo esordio del giovanissimo James Blake, dopo tre ep (The Bells Sketch, CMYK, Klavierwerke) dati alle stampe nel corso del 2010, libra una classica, lucida e laconica contemporaneità sonora. Il disco bilancia sapientemente un distaccato equilibrio acustico a filiformi spettri sintetici. Nel silenzio minimalista di suoni, prende vita il dubstep amalgamato all’elettronica e un’impalpabile voce dal sapore soul si lascia scortare da tenui intermezzi pianistici; le modulazioni si espandono cristalline; i toni si ammorbidiscono e avvolgono le armonie vocali. James Blake trasla il tempo, perlustrando profondità ritmiche e custodendo, nell’impeccabile pulizia e cura del suono, intime vibrazioni.

Alterazioni, distorsioni ed effetti permeano i dieci brani, che si dilatano sommessamente tra un piano artificiale (Unluck) e note liquefatte (Wilhelms Scream). Intensa e ammaliante è la cover Limit To Your Love di Feist. La voce si reitera e si sdoppia (I Never Learnt To Share) e le sonorità echeggiano leggere (Lindesfarne I, Lindesfarne II), mentre il disco sfuma pacatamente nel gospel Measurements.

James Blake, classe 1989, genera un album fatto di assenze svelate e di miraggi spazio-temporali condensati nello spessore compositivo e nell’eccellente valore qualitativo e strutturale dei brani. Il  disco concilia passato, presente e futuro, classico, contemporaneo e postmoderno, in coeve e incorporee effigi strumentali. È un lp pregno di suggestioni in grado di smuovere il vuoto, dilatandolo, e di sintetizzare i  silenzi, colmandoli di musica.