Wake and Be Fine
Trent’anni fa, bei tempi, potevi nascere Michael Stipe e continuare a strimpellare per un decennio buono in una chiesetta di Athens senza nemmeno immaginare che cosa ti aspettava. Ora come ora – con la parziale eccezione dei soliti Arcade Fire – la strada che dai circuiti indipendenti porta alle grandi arene si è fatta un tantino più lunga e tortuosa.
Gli Okkervil River tentano la scalata agli stadi, dunque? Certo, se così fosse, il disco inciso in compagnia di un vegliardo così poco ‘glamour’ come Roky Erickson sarebbe archiviabile come passo falso. E invece è proprio all’ombra del psichedelico amico che Will Sheff deve aver meditato questo pugno di “spaz out rock songs”, come le definisce.
A voi tutti, che diffidate da queste operazioni ‘in grande’ e che vorreste indietro la malinconia altezza Black Sheep Boy, va la nostra comprensione. Però, cari irriducibili Barba, permetteci di darvi un consiglio da Orodiscopo fuori stagione: chè col tempo che ci abbiamo messo a recensire I am very Far l’estate ha già bussato alle porte, e non sarà mica un peccato capitale ritrovarsi a un concertone e cantare tutti in coro, esentati, almeno per un attimo, dai soliti struggimenti interiori. Insomma, ogni tanto ‘grande’ è bello: e se non vi fidate di noi, ascoltate loro quando vi cantano che, purtroppo e per fortuna, we need a myth. Tutti quanti, nessuno escluso.