Memory Go
A distanza di sette anni da Unshattered, targato 2004, dopo l’esperienza Dali’s Car (è del 1984 l’album The Waking Hour), dopo sette album e il live Alive Just for Love, del 2001, l’ex voce dei Bauhaus, Peter Murphy, dà alle stampe il suo nuovo lavoro da solista, Ninth.
Prodotto da David Baron, il disco percorre le linee di un rock solo a tratti oscuro e che non disdegna la melodia e sofisticate nuance più marcatamente pop. L’anima “demoniaca” di Murphy traspare soprattutto attraverso l’uso della voce: ruvida, penetrante, a tratti echeggiante un Bowie più caliginoso o un Iggy Pop più ricercato, decisamente più matura, curata e meno lo-fi rispetto agli acerbi episodi Bahuaus e in grado di sfiorare “acuti baritonali” ben levigati.
Non sono i Bauhaus; non sono i Dali’s Car; non è nemmeno il Peter Murphy dei precedenti lavori. È semplicemente un artista completo, preparato, abile e capace di realizzare un album che ha del trasgressivo nell’osare una magica e tenue oscurità intimamente personale, accurata e dai contorni più colorati e vividi rispetto al passato.