Even You, Brutus
Johnny se n’è andato e non ritorna più, ma il treno delle sette e trenta senza di lui non deraglia; non porterà verso alte vette immaginifiche, ma solo perché continua ad andare verso quell’orizzonte che i Red Hot Chili Peppers continuano a dipingere da tre dischi a questa parte: superfici levigate e buone che non strappano più, di cui Frusciante è stato complice.
Che senso ha compiangerlo se è passato a fare cose molto più sconvolgenti senza frustrazione? Senza contare che a) i Red Hot esistevano anche prima di adottarlo (decidere da quant’è che non esistono più è una cosa cattiva e inutile), b) a sostituirlo è arrivato il suo secondo, Josh Klinghoffer, che è praticamente anche il suo doppio più rarefatto e senza zeppola (il che porta a chiedersi cosa c’entri con i Red Hot di oggi…e John cosa c’entrava?). Detto ciò, questo filantropico ‘I’m with you’ non può essere spazzato via dal rimpianto: finché non si verrà a sapere dalle labbra di Giacobbo che i Quattro Cavalieri della Californicazione sono in realtà Il Male che fa sgonfiare i soufflé per ordine della Confraternita di Quelli Un Sacco Cattivi, non riuscirò a smettere di volergli bene.
Tutto cambia per restare uguale, ma teniamoli sotto controllo: sembrano talmente in buona fede, che probabilmente quando non avranno più niente da dire lasceranno il posto ad altri. Sempre che ci siano… degli “altri”.