C’è una straniante luce buia in questo nuovo disco/progetto dell’ex Fleet Foxes Josh Tillman ovvero “Father John Misty”. Una luce che, oltre a specchiarsi nelle atmosfere alt-country e folk-americana, dissipa quelle rare urgenze espressive in cui l’artista americano provava a trovare l’onirico e l’affascinante dove poter spalmare le sue storie; “Fear Fun” è un disco che esce dopo un periodo di depressione, e che lo ha salvato dalla pazzia con la forza terapeutica della sua scrittura. Ed allora ecco che ritornare, tramite una tracklist abbastanza sentita, verso gli appagamenti dei Fleet e le tovaglie a quadrucci folkly dei sessanta/settanta, è una soluzione che – anche se lascia più di un interrogativo – riesce ad andare oltre e a rendere fertile un ascolto ben strutturato e di garantita autenticità.
Nel frattempo la tracklist si muove con la tastiera di un piano che fa rodeo in “I’m writing a novel”, inverte le chiusure mentali di un grigio ottenebrante “O I long to feel your arms around me”, “Only son of the ladiesmen”, ottimi i distorsori yankee che svergolano in Hollywood forever cemetery sings e che fanno spalla complice alla psichedelica nebbiosa che delimita il passato ed il futuro che staziona in questo album “Misty’s nightmares 1& 2”, Nancy times in babylon.
Il resto è il desiderio di una narrazione che, tra melanconie frikkettone e animi in convalescenza, ha ancora molto da dire.