Questa rubrica nasce come una galleria degli incidenti più clamorosi in cui mi sono imbattuto.
Li condividerò con tutti i lettori di Rocklab, perché “ci sono più cose assurde nell’industria discografica, Ed Wood, di quante può sognarne la tua filmografia”.
The Woofers and Tweeters Ensemble – Beatle Barkers
Come moltissimi di voi sapranno, i Beatles sono stati, a tutti gli effetti, la prima boyband della storia. I dischi iperprodotti, i motivetti naif e i live oceanici forgiarono un concetto di rock innocuo e reazionario, che rassicurava quelle vaste frange di giovani e genitori intenzionati a sperimentare l’ebrezza della trasgressione pur senza infrangere i tabù morali imperanti (ovvero senza lasciarsi sedurre dalla perversione strisciante del rock’n’roll nero). Il successo fu istantaneo e inarrestabile, al punto che svariati lavori dei beatles (s)figurano, a distanza di decenni, tra i più venduti exploit discografici di tutti i tempi.
Ora, nel caso abbiate un po’ di dimestichezza con la rete e i flussi d’informazione telematica, concorderete con me se dico che gli unici argomenti che riscuotono immancabilmente lo stesso successo nelle ricerche online, a prescindere da qualsiasi fattore esterno, sono due: animaletti adorabili e tette. Apparentemente non c’è proprio nulla in comune tra un irresistibile frugoletto peloso che starnutisce cuoricini e un gran paio di cocomeri inturgiditi, se non il fatto che entrambi collezionano regolarmente vagonate di like su youtube. Partendo da questi assunti, qualche scaltro discografico alla ricerca dell’idea del secolo per un progetto musicale redditizio, avra’ avuto un’epifania: quale straordinario apprezzamento incontrerebbe la fusione tra il richiamo d’un gruppo evergreen di fama planetaria e uno dei fattori di cui sopra?
Essendo che le generose protuberanze femminili, per ovvie ragioni, hanno ben poche chance di successo al di fuori dei supporti ottici, la scelta non poteva che cadere sulla nazi-cuteness ipnotica di qualche bestiolina pucciosa, con i nefandi risultati che tutti voi state per sperimentare:
Se la obladi oblada beatlesiana ebbe un seguito clamoroso tra la moltitudine prepubere ed istericamente adorante che costituiva il nocciolo del target di riferimento, l’insulsa cover in salsa agreste non poteva che rivelarsi il perfetto prodotto di consumo per quelle ragazzine 20 anni dopo – le quali, dismessi completamente i panni rock, erano diventate madri posate e piccolo borghesi. Il peggiore incubo dei Residents aveva avuto un “illustre” precedente in un’operazione analoga, che all’epoca (i primi anni ’80) vendette negli states qualcosa come 100000 copie:
Jingle Cats – Meowy Christmas
Vagina dentata organ – Live
Tanto per rendere l’idea dell’impronta stilistica dell’ensemble, nel 2004 venne pubblicato un disco talmente peculiare che meriterebbe un articolo di jokebox a parte. Si tratta di “the great masturbator”: 50 minuti di rintocchi di campana minimalista in ossequio all’arte di Salvador Dali’.
Il video allegato mostra una delle tante performance concettuali imbastite dal dinamico duo nei primi anni ’80. Mentre on screen sfilano i cani lupo più placidi ed inoffensivi mai visti, dei minacciosi droni ringhianti fungono da unica colonna sonora allo sfregiamento grandguignolesco d’una serie di dipinti astratti. Inutile indulgere in ulteriori didascalismi o interpretazioni: lascio decidere a voi se si tratta di arte canina o di artisti cani.
Caninus – No dogs, No masters
Beh, se questa è anche la vostra idea, potete scordarvela, dal momento che i caninus sono vegani ed animalisti convinti, hanno un frontdog al posto del frontman e suonano come suonerebbe un attivista della Peta morsicato dal beagle idrofobo appena tratto in salvo da un laboratorio di vivisezione. Perché, diciamocelo, non c’è nulla di più appropriato, se vuoi perorare la causa vegana e invogliare il pubblico alla simpatia e al rispetto verso qualsiasi animale, che far “cantare” uno dei generi più estremi in circolazione da uno degli animali piu’ carnivori e aggressivi che esistano (per la cronaca, un enorme pitbull).
Hatebeak – Hellbent for Feathers
Insect Grinder – Big Green Murderer
L’inno ideale per il movimento a 5 stelle, insomma, sopratutto dopo gli ultimi, roboanti trionfi elettorali. D’altronde, chi non vorrebbe “Alligator” come sindaco di parma?
BONUS TRACK – Animals Killing People – Human Disgusting Species