GIORNO 1
Non partivo con grosse aspettative per questo festival, ma appena arrivato a Sassocorvaro mi sono dovuto ricredere. Paese meraviglioso affacciato su una vallata intorno ad un lago, baciato dal primo sole estivo e in vero fermento, con tre palchi piazzati sulle tre piazze del paese e tutti ragazzi del posto che correvano qua e là per gli ultimi preparativi di un festival sostenuto e partecipato da una cittadinanza intera.. e già questo mi è sembrato molto “filosoficamente indie”.
Saggiata subito la deliziosa ed entusiasta organizzazione, ho cercato di ambientarmi un po’, passeggiando tra stand d’artigianato, casette e galline, e studiando un programma denso che avrebbe previsto concerti di gruppi emergenti sui due palchi minori fin dal pomeriggio, per arrivare alla sera sul palco principale con L’Orso e Maria Antonietta
Audio: Quanto basta per una piccola piazza, ma tutto sommato ben gestito a dispetto dei tanti rimbalzi sonori (da case, chiesa e castello subito intorno al palco) che durante il soundcheck avevano dato fastidio
Setlist: Per i primi un buon mix tra i brani che la band milanese ha pubblicato nei suoi 3 EP (La domenica, La provincia, L’adolescente), con qualche fan al seguito già in grado di cantare a squarciagola e il resto dei presenti “profani” attenti e soddisfatti, segno di una buona scelta di scaletta (posso scegliere? Ottobre come settembre.. ). Per Maria Antonietta tutti i brani del disco omonimo che la sta lanciando più la cover di Dea degli Afterhours, il tutto quasi senza sbavature e davvero con una potenza espressiva da non sottovalutare: difficile dare lo scettro ad un brano solamente, vi cito Santa Caterina e Saliva, ma approfondite con calma ragazzi.
Pubblico: Un misto tra paesani a spasso con i passeggini, curiosi per l’insolita vitalità del centro, e giovani occhialuti accorsi a godersi una sana ventata di indie italiano. Un bel via-vai ma chiacchiericcio nella norma. L’Orso ha saputo catturare l’attenzione, Maria Antonietta ha coinvolto grazie anche a qualche ragazzo in più già preparato sui suoi brani. In generale però, proprio un bel pubblico.
Conclusioni: L’impressione è stata quella di vivere davvero il meglio dell’indie italiano, nel modo migliore e nel contesto migliore: tutto senza pretese, in amicizia e con la giusta attenzione alla musica. Gli artisti hanno dato buonissime prove delle loro potenzialità, i ragazzi organizzatori della loro passione: nella notte di Sassocorvaro non restava che lasciarsi con un arrivederci a domani.
GIORNO 2
Arrivo solo in prima serata, per il secondo giorno, giusto in tempo per non perdere nulla del palco principale. Sassocorvaro ancora pieno di vita, con musicisti in ogni angolo del paese ed un bel movimento di giovani e appassionati. Stesso caldo del giorno prima, stessi amici, stessa piada e salsicce, pronti a ben 3 concerti, con protagonisti Nicolò Carnesi, Ettore Giuradei e Management del dolore post operatorio.
Audio: buono come nella prima sera, senza strafare. Da segnalare un bel lavoro nei cambi palco, veloci e senza la necessità di troppi aggiustamenti, anche nel caso del Management, arrivati in tarda serata e saliti sul palco “pronti-via” senza sound check: sono bastati pochi aggiustamenti in corso d’opera, ma la platea in definitiva non se n’è molto preoccupata.
Momento migliore: il finale, con tutte le magliette gialle dell’organizzazione INDIEtiAMO sotto palco a saltare e cantare, lanciare carrelli della spesa, volantini in aria, e sul palco il Management a spingere sull’acceleratore fino a spremere le utlime forze reridue di tutti i presenti.
Conclusioni: al giorno d’oggi, come inevitabilmente in queste righe, il termine “indie” viene abusato, maltrattato, interpretato in mille maniere spesso sbagliate. Rimane comunque il miglior riassunto di un modo di fare e vivere la musica che ho vissuto in ogni momento di INDIEtiAMO, e che sembra sia più che vivo anche in Italia: finchè ci saranno artisti e festival così freschi e sinceri staremo in pace con la musica, e chi se ne frega della parola “indie”.