“channel ORANGE” è un disco R’n’B. A chi è estraneo al genere questa potrebbe sembrare un’ovvietà, ma chiunque abbia almeno un po’ di familiarità con esso sa che l’uscita di un disco R’n’B propriamente detto è un evento più unico che raro. Con il suo debutto ufficiale Frank Ocean è riuscito a ridare dignità ad una scena fatta di gossip esasperati e cambi di stile funzionali solo ai periodici cambi di look (se leggendo fino a questo punto vi fossero venuti in mente Rihanna e Chris Brown non c’è da preoccuparsi, è perfettamente normale).
Sarebbe erroneo pensare, tuttavia, che questo sia meramente un disco di “ritorno alle radici del genere”, poiché l’innovazione c’è e si sente, ma si tratta di un progresso senza pretese rivoluzionarie e in linea con il meglio del passato. Il merito è da attribuirsi in massima parte allo stile canoro e ai testi, che creano uno scenario singolare, intimo e soprattutto complesso, un manifesto di emozioni mai completamente definite, ma sempre espresse in maniera magistrale.
Quest’album sembra essere il frutto di tutte scelte giuste e ha il duplice merito di definire un artista e di ridefinire un intero genere proprio nel momento del bisogno. Ironia della sorte, la spasmodica ricerca di un’identità da parte degli artisti è ciò che ha tolto identità all’R’n’B, ma fortunatamente “channel ORANGE” ricorda a chi l’avesse dimenticato che il requisito indispensabile per farsi riconoscere è avere talento (se leggendo fino a questo punto vi fossero venuti in mente T-Pain e chiunque abbia ancora il coraggio di usare l’autotune, non c’è da preoccuparsi, anche questo è perfettamente normale).