Aratan N Tinariwen
Già da sole, le immagini in copertina e nel booklet dicono tanto. Catenine che penzolano su tuniche da tuareg, cuffioni appesi alle chitarre e chitarre appoggiate agli djembè. L’orgoglio e l’ingenuità con cui i Tamikrest mettono in mostra tutto il loro arsenale elettrico sembrano quelli di un adolescente da poco iniziato al verbo del rock’n’roll. E, in un certo senso, le cose stanno proprio così: dopo l’avanscoperta dei pionieri Tinariwen, Ousmane Ag Mossa e i suoi sette amici sono i primi ad appartenere ad una generazione che dà del tu alla musica occidentale.
Piccole differenze a parte, il suono delle chitarre resta lo stesso e il passo è lento, “ipnotico”, direbbe qualcuno, scandito dall’antica pratica del canto responsoriale. L’ultima tappa di una tradizione “nomade”, quella della musica Tamashek, con alle spalle un cammino di così tanti anni e tante miglia, che una cottarella per il rock non può bastare a fermarlo. Più probabile, al contrario, che serva a dargli una bella accelerata.