Tamikrest – Toumastin

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)
21 Aprile 2011 Glitter House Tamikrest

Aratan N Tinariwen

Già da sole, le immagini in copertina e nel booklet dicono tanto. Catenine che penzolano su tuniche da tuareg, cuffioni appesi alle chitarre e chitarre appoggiate agli djembè. L’orgoglio e l’ingenuità con cui i Tamikrest mettono in mostra tutto il loro arsenale elettrico sembrano quelli di un adolescente da poco iniziato al verbo del rock’n’roll. E, in un certo senso, le cose stanno proprio così: dopo l’avanscoperta dei pionieri Tinariwen, Ousmane Ag Mossa e i suoi sette amici sono i primi ad appartenere ad una generazione che dà del tu alla musica occidentale.

Toumastin è il secondo disco a loro nome, con la riconferma di Chris Eckman in qualità di produttore. Sarà una suggestione, ma fra i solchi del nuovo album pare di individuare un primo avvicinamento alle strutture dei “nostri” dischi di classic rock, nell’alternanza fra brani acustici e midtempo più “carichi”. Si accennano veri e propri riff, il basso Tarhamanine Assinegh gira a tempo di funky, Addektegh è un fantasia blues pensata per sola acustica e Dihad Tedoun Itran la più classica delle ballate conclusive.

Piccole differenze a parte, il suono delle chitarre resta lo stesso e il passo è lento, “ipnotico”, direbbe qualcuno, scandito dall’antica pratica del canto responsoriale. L’ultima tappa di una tradizione “nomade”, quella della musica Tamashek, con alle spalle un cammino di così tanti anni e tante miglia, che una cottarella per il rock non può bastare a fermarlo. Più probabile, al contrario, che serva a dargli una bella accelerata.