The Vaccines – What Did You Expect From The Vaccines

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)
Marzo 2011 Columbia TheVaccines.co.uk

A Lack Of Understanding

Devo ammettere che ai primi ascolti di questo disco dei Vaccines, anzi The Vaccines (ormai sappiamo quanto faccia differenza il the), ho pensato subito all’ennesimo gruppo inglese new-new-new wave, ma con i successivi ascolti ho dovuto ricredermi, seppur leggermente. Infatti questi baldi inglesotti tutto sommato sono diretti e sinceri e non hanno particolari tendenze da poser.

Si sono formati a giugno dello scorso anno e pronti-via hanno sfornato un singolo e un album nel giro di pochi mesi, ottenendo anche una nomination per il sondaggio annuale “sound of [2011 in questo caso]” della BBC e un invito a suonare ai NME Awards, come pretendenti per il titolo. Riconoscimenti prematuri? Il solito hype mediatico? Forse. Tutto sommato però l’album non soffre troppo della sindrome del “l’ho già sentito”: i pezzi uptempo un po’ punkettosi come il singolo “Wrekin Bar” o “If you wanna” mantengono quel certo contegno british, sebbene abbiano un chiaro debito con il punk e il surf della California, e ci sono un paio di ballate (“Wetsuit” e “Family Friend”, compresa la relativa ghost track piano e voce) che affondano le radici in altri ascolti, che potrebbero essere i Jesus and Mary Chain, e che farebbero invidia agli artefatti Coldplay degli ultimi dischi in quanto a spensieratezza naif.

Caratteristica questa che permea tutto il disco, sia per quanto riguarda la composizione musicale, molto spartana in tutti i pezzi, che per inciso sono quasi tutti entro il limite dei tre minuti dello standard non scritto delle garage band, sia nelle liriche dei pezzi, quasi tutti incentrati sui “drammi” adolescenziali, trattati con quel tocco crepuscolare in salsa decisamente anglosassone senza scadere nell’autocommiserazione, o per essere più chiari, nell’emo.

Quindi che dire, questo disco d’esordio dei The Vaccines sicuramente può essere un piacevole diversivo da ascoltare nel proprio lettore mp3, ma giusto per qualche giorno, soprattutto se siete ormai lontani dai problemi coi brufoli e la vostra cultura musicale è un tantino più evoluta di quella che avevate nel periodo di esplosione ormonale. Stessa cosa dicasi per il futuro della band: questi giovini sembra proprio vogliano rimanere tali, musicalmente parlando, ancora per un po’; difficile quindi immaginarli negli annali della musica dei prossimi anni. Hype a parte, s’intende.