La lancia del Pelide
Dopo Ovunque Proteggi, l’intimismo di Da Solo, e il film-racconto, La Faccia Della Terra, il “navigatore” Vinicio Capossela emerge ora da linfa acquatica, tra “Marinai, Profeti e Balene”, tra abissi interiori, litorali letterari e filosofici, e vascelli allegorici traslati in miti e leggende, poetiche, epiche e marine.
Capossela si affida a un songwriting colto e stratificato e a un sound denso e fluido al contempo, in grado di far rivivere un humus musicale liquido, circolare, articolato ed eterogeneo. Il destino umano, viene così traghettato tra le onde di un’esperienza solitaria, antropologica e culturalmente alta.
Dalle profondità dei mari affiorano citazioni erudite, “Moby Dick” di Melville (Il grande Leviatano, La bianchezza della Balena), Conrad (Lord Jim), “Scandalo negli Abissi” di Cèline (Pryntyl), ed eufonie omeriche (La lancia del Pelide, L’Aedo, Vinocolo, Dimmi Tiresia). L’ultimo sospiro è infine affidato alla dolcezza languida del canto de Le Sirene.
Marinai, Profeti e Balene è un album/libro di storie intangibili, in grado di evocare ricordi, sogni, speranze e infinità interiori sommerse. È una Venere personale nata dalla spuma del mare, al confine tra musica e letteratura.