AUDIO: La Locanda Atlantide si è saputa difendere bene durante i live in acustico, per lo più durante la prima parte della serata. Con l’arrivo di sonorità più pesanti si è perso decisamente in qualità, con suoni disturbati e volumi troppo alti che hanno coperto la voce dei cantanti.
Dopo di lui Roberto Angelini, tanto astratto e ipnotico nella sua performance solista quanto confidenziale e sorridente nelle gag sul palco con l’amico Pino Marino.
E proprio Pino ha chiacchierato col pubblico, regalando riflessioni fra un brano e l’altro (Uno fra tutti, Lo Strozzino) e chiudendo il suo contributo con una scenetta un po’ teatrale, nella quale presentava ai presenti un amico musicista russo che si esibiva tramite nastro registrato. Grintoso sul palco Giorgio Canali, manifesto di quella coerenza che lo accompagna da una vita. Si è esibito accompagnato dal violino di Andrea Ruggero (Operaja Criminale), ed ha aperto la sua esibizione cantando Nuvole senza Messico in un tripudio generale di braccia alzate. La seconda parte della serata ha visto il palco riempirsi di artisti, con i 2Hurt dalla verve punk rock. I Bal Musette Motel, gruppo che propone un rock irriverente. Gli Ardecore, emersi dalle viscere di una Roma tradizionale fatta di suoni popolari che gridano d’amore e storie lontane. I Mosquitos dalle venature più grezze e pesanti e poi a conclusione Il Muro del Canto, gruppo rivelazione romano da poco formatosi.
PUBBLICO: Giovani e meno giovani, amanti della musica e lettori affezionati alla rivista. Il Mucchio è un mensile che per la serietà, lo stile proposto e gli argomenti trattati ha il pregio di incontrare non solo un pubblico giovane under 30, anzi. Presenti alla Locanda Atlantide molti over 40: segno che questa triste parentesi capitata alla rivista ha smosso e fatto uscire di casa (anche solo per una sera) persone che forse non frequentano abitualmente il giro dei concerti capitolini. Locale pieno, per una serata con formula up to you.
CONCLUSIONI: Ottima la scelta di partire con sonorità soft per approdare poi alla degenerazione di quel rock forte e deciso che ha caratterizzato tutta la seconda parte della serata. Unica pecca? Si potevano esaltare maggiormente le singole performance se si fosse giocato in un altro modo con le luci. Ma lo scopo della serata non era guardare in faccia chi suonava, bensì contribuire a salvare una rivista: la campagna abbonamenti è ancora in corso, chi volesse dare il proprio aiuto può farlo qui.