Eleganti nella loro semplicità, Viterbini sfoggia una maglia dei Black Keys, duo rock statunitense col quale le similitudini in fatto di emozioni e bravura son molte.
SETLIST: “Do it Tour” – acronimo di Dio Odia I Tristi, pezzo contenuto nel disco Do It del 2011 – porta in giro per l’Italia e all’estero i brani dell’ultimo lavoro del duo mescolati ad altri cavalli di battaglia tratti dall’album omonimo del 2009. Hamburger, Giocattoli. Ma anche l’immancabile cover Hey Boy, Hey Girl, diventata ormai simbolo delle loro performance live.
PUBBLICO: Infiammato. L’Orion Live Club non era pieno come ci si poteva aspettare, ma i presenti eran carichi e coinvolti dal fascino dei suoni rock – blues dei BSBE. Molti giovani che per un’ora abbondante hanno ballato e battuto le mani in un concerto che trasudava radici anni ’70 rivisitate e riadattate in chiave più spinta e attuale.
MOMENTO MIGLIORE: È difficile suddividere in momenti un concerto dei Bud Spencer Blues Explosion. L’adrenalina che si mette in circolo comincia a fremere dal primo colpo dato alla batteria e termina affievolendosi dopo un’ora, con l’ultimo suono emesso dalla chitarra.
CONCLUSIONI: La serata all’Orion Club è stata un omaggio ad alcuni dei migliori musicisti presenti a Roma. Il concerto dei Bud Spencer Blues Explosion è stato aperto da un altro romano doc, Andrea Ra, virtuoso del basso. Andrea ha portato su palco alcuni brani tratti dall’ultimo lavoro – Nessun riferimento (2011) – assieme ai pezzi più noti della sua discografia. Eccezionali gli innumerevoli assoli di basso.
Foto di Emanuela Bonetti